Oltre la botola, l’arresto del boss Cosimo Damiano Gallace

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“Cosimo, Cosimo esci fuori, stai sereno” gli dicono i carabinieri del Gis e lui esce tranquillo dal suo bunker dopo aver distrutto due dei sei smartphone che aveva. L’arresto di Cosimo Damiano Gallace classe 61 pluriomicida reggente della locale di Guardavalle. Lui e i Gallace sono profondamente radicati tra Anzio, Nettuno ed Ardea. Deve scontare 14 anni per associazione di tipo mafioso ed era ricercato per aver diretto una narco associazione transnazionale che tratta cocaina. Era a pochi km, dal feudo del clan Guardavalle, nella sua abitazione protetta da telecamere e da un cane feroce. La latitanza, per durare nel tempo, ha bisogno di un ambiente colluso di istituzioni complici o “moralmente” distratte. Lo stato invece ha dimostrato di esserci ed ha posto fine alla latitanza di un boss di spessore seppur sconosciuto. Lo hanno arrestato gli uomini del Gis il gruppo intervento speciale l’unità d’èlite dell’arma dei carabinieri assieme ai cacciatori carabinieri di Calabria e agli investigatori del nucleo investigativo di Catanzaro.

Cosimo Damiano Gallace, già nel 1995 era stato arrestato, dopo un periodo di latitanza, dalla Squadra Mobile della Questura di Milano, proprio per i suoi precedenti; per la strage di Guardavalle, associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina ed altro. La sua pericolosità era stata descritta con ricchezza di particolari, dal cugino, Giovanni Andreacchio diventato collaboratore di giustizia negli anni 90’: Prima di essere iniziato alla picciotteria, feci effettivamente una specie di apprendistato ossia venni messo in prova per verificare le mie capacità e venni così affidato a Cosimo. Quando sono stato battezzato alla Ndrangheta, al tavolo c’erano Cosimo Gallace come capo commissione”. Forte del suo ruolo, inserito nella struttura mafiosa in qualità di capo dell’onorata società unitamente al fratello Vincenzo, quando si trovava nella casa circondariale di Milano- S. Vittore; Cosimo Gallace, consigliava al fratello Bruno, chi poteva entrare a far parte del loro gruppo.

L’ultima frontiera per il clan Gallace è la Toscana come attestano le recenti inchieste della DDA di Firenze. L’altro “buon ritiro” e base logistica del gruppo di ‘ndrangheta è rappresentato dal litorale romano dove i Gallace sono radicati da quasi quarant’anni. La loro forza sul litorale era persino riconosciuta dalla potente ndrina dei Bellocco, che tuttavia-secondo quanto emerso dall’indagine Magma volevano insediare tra Anzio e Nettuno una colonia criminale. “Un’affare singolare” forse unico nel panorama della ‘ndrangheta, come è stato possibile che un clan di ‘ndrangheta si sia stabilito in un territorio dove è già presente una locale di ‘ndrangheta? Ed è questa uno delle domande che sembra non avere risposta… Tutto questo mentre manca all’appello uno dei latitanti più importanti di APPIA Antonio Gallace classe 63 detto Michael Jackson perché da giovane aveva un “look” simile a quello della star afro – americana. Antonio Gallace deve scontare 22 anni di carcere per associazione di tipo mafioso e associazione a delinquere finalizzata al narco traffico. Antonio Gallace è una delle figure storiche del clan fratello di Vincenzo il mammasantissima che ordinò l’eliminazione del capo della Lombardia Carmelo Novella, fratello di Agazio Gallace (detenuto per 416 bis per APPIA), germano di Bruno Gallace e di Cosimo Gallace. “Michael Jackson è un criminale con forti radici nel territorio romano con amicizie importanti, tra alcuni imprenditori molto inseriti nei contesti economici del litorale e della capitale. Imprenditori “poco chiacchierati” con uno spiccato interesse per la politica. Ma tant’è anche questo sembra turbare poco nel litorale a sud della capitale, una zona capace di tollerare, assorbire e sopire ogni vicenda eclatante: gli attentati, le intimidazioni, le frequentazioni ed i rapporti tra alcuni esponenti politici–nel recente passato-con esponenti della criminalità organizzata anche con soggetti contigui ai Gallace, siano invece assolutamente normali e non degni di approfondimento.

(Nella foto Cosimo Gallace)


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