Non solo Fidanza, i fascisti avanzano nelle istituzioni. L’Anpi stila un elenco. Ed è impressionante

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La straordinaria inchiesta di Fanpage sulla lobby nera di Milano ha riportato sotto i riflettori quel rigurgito di fascismo che da tempo svariati osservatori hanno fatto notare, allarmati ma senza provocare allarme tra i più. Un intervento sul sito “Patria Indipendente” del Presidente Nazionale di Anpi, Gianfranco Pagliarulo dal titolo “Arrembaggio estremo. A destra” riropone, per i distratti, la lunghissima sequenza di segnali dell’avanzata di forme di fascismo che non si possono più definire striscianti né episodiche e men che meno folcloriche. Sono, invece, come spiega l’articolo, una violazione della Costituzione sfacciata e finora impunita.
“Se la prima puntata dell’inchiesta di Fanpage rivela l’oceano di fango del neofascismo italiano, sono da tempo noti affluenti, fiumi, laghi che a questo oceano portano acqua ogni giorno. – scrive Pagliarulo – Per esempio, limitandoci solo all’anno in corso, Elena Donezzan (Fratelli d’Italia), assessore alla Regione Veneto, conosciuta per aver intonato ‘Faccetta nera’ in una radio privata ed aver celebrato il 25 aprile sulla tomba di 14 soldati nazisti; Valeria Amadei (vicina a Fd’I), Francesco Biamonti (Lega) e Mauro Siri, consiglieri comunali di Cogoleto, presso Genova, che nella seduta consiliare del 27 gennaio, in cui si celebrava il giorno della Memoria, si sono esibiti nel saluto romano; la partecipazione del primo cittadino di Codevigo, nel territorio di Padova, a una commemorazione di militi saloini, dove campeggiavano aquile mussoliniane e bandiere della Rsi; la giunta comunale di Gorizia e le sue ricorrenti strizzatine d’occhio alla X Mas, con tanto di inni militari e labari in Municipio; il consigliere comunale di Trieste Fabio Tuiach, già della Lega, che pubblicò una foto di Adolf Hitler il 27 gennaio di quest’anno, noto per aver dichiarato di sentirsi offeso per il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre e per aver giustificato l’omicidio di Stefano Cucchi; i vari sindaci e consiglieri comunali che propongono di intitolare vie e piazze a Giorgio Almirante; i volti neri che ha raccontato il recente reportage del Gruppo di lavoro Patria su neofascismo e web. Per non parlare del caso Durigon e dell’incredibile vicenda di Mario Vattani, con un passato legato a CasaPound, che non ha mai smentito le sue idee fasciste e che è stato recentemente nominato ambasciatore a Singapore. Cosa emerge da questo parzialissimo florilegio? Emerge che personaggi più o meno dichiaratamente fascisti o con simpatie naziste sono presenti nelle istituzioni, alle volte come rappresentanti della Lega, più spesso come rappresentanti di Fratelli d’Italia. E Fratelli d’Italia è nell’occhio del ciclone per l’inchiesta di Fanpage. Carlo Fidanza, preso con le mani nella marmellata (ma nelle fogne non si tratta propriamente di marmellata) si ‘autosospende’ dal partito per limitare i danni. Ma la sua è una figura apicale di Fratelli d’Italia, e ci vuole ben altro per distinguere il partito sia dall’impasto di neofascismo, nazismo e razzismo che emerge dall’inchiesta, sia dalla vicenda dei finanziamenti neri su cui la magistratura ha aperto un’inchiesta”.
Si tratta di prove della permeabilità delle istituzioni ad un fascismo di ritorno che non ha paura di eventuali conseguenze, perché la legge non viene applicata. L’Anpi anche per questo chiede che “si dia finalmente e pienamente attuazione alla XII Disposizione finale della Costituzione e alle leggi Scelba e Mancino”.


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