“Maschile singolare”, il nuovo libro di Giorgia D’Errico dal 25 febbraio in libreria

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“Adesso anche noi abbiamo qualcosa da dire”. Nasce così l’idea di proseguire le storie di Femminile Plurale, attraverso gli occhi degli uomini, delle loro storie, dei cambiamenti culturali e sociali. Dieci storie di uomini che raccontano la loro vita da reporter, professore precario, regista, imprenditore, vigile del fuoco e operaio.

Ognuno di loro prova a spiegare quanto sia cambiato il rapporto con il mondo femminile, quanto per loro molte diversità siano superate o non vogliono che si superino. Il loro rapporto con i figli, con le compagne, i compagni, le ex mogli e le famiglie. Le difficoltà di accesso al mondo del lavoro, che spesso non hanno differenza di genere ma molte volte invece esistono.

Sono dialoghi aperti, complessi e spesso emotivamente coinvolgenti che portano a vedere la realtà con gli occhi del maschile per provare a comprendere il femminile.

“Sono cresciuto in una famiglia atipica […] mia mamma è diventata dirigente Fiat prima di compiere 40 anni, credo sia stata la prima nella storia della fabbrica, ma quando avevo 13 anni è mancata a causa della leucemia. Mio padre invece era un operaio e lavorava in un’officina metalmeccanica e per lui questa differenza da mia madre non è mai stata un problema. A casa nostra tutti facevano tutto. Ricordo mia madre, donna in carriera, che passava la domenica a cucire. Quando cresci con questi esempi, le differenze non esistono. Si collabora e basta”.

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L’autrice

Giorgia D’Errico, 39 anni, torinese da sempre, vive a Roma da alcuni anni. Mamma di Edoardo, ha fatto della conciliazione, una missione di vita. Per anni si è occupata di politiche del lavoro con un’attenzione particolare verso il lavoro delle donne e ha fondato e coordinato a lungo la sezione Giovani dell’Associazione Lavoro&Welfare. Oggi lavora in CGIL, nella segreteria generale e si occupa di relazioni con il Parlamento. Per Round Robin ha pubblicato nel 2019 Femminile Plurale.

Round Robin editrice

La Round Robin nasce con l’obiettivo di coniugare narrativa di giovani autori emergenti e inchiesta giornalistica. Negli anni si consolida nell’ambito della saggistica, del giornalismo investigativo e del graphic journalism con titoli dal forte richiamo al sociale e alla lotta alle mafie. Tra le firme che oggi compongono il catalogo Round Robin, anche nomi del giornalismo italiano mainstream come Gianni Barbacetto (Il Fatto Quotidiano) e Giovanni Tizian (Domani). Molte le pubblicazioni degli ultimi anni in cui spiccano autori della grande letteratura italiana, da Andrea Camilleri al premio Nobel, Dario Fo, che hanno collaborato e contribuito ad alcune pubblicazioni (“Antonino Caponnetto, non è finito tutto” e “Sulla cattiva strada, seguendo Don Gallo”). Rinomati i premi assegnati alla casa editrice, tra cui il Premio Giancarlo Siani, il Premio Andrea Pazienza e la candidatura per quattro volte al Premio Strega, con “La guerra è finita”, “Orientalia”, “Atlas” e “Hostia”.

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