Emilio Giannelli, il geniale vignettista ha incontrato il suo Lorenz d’Arabia

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La più recente, geniale vignetta è sul Corriere della sera di domenica 31, l’ultima del mese di gennaio, da vent’anni il giornale ne pubblica una al giorno in prima pagina.  L’autore, Emilio Giannelli, classe 1936, è in assoluto il più bravo fra i nostri vignettisti. Ha avuto una vita piena: senese, è stato sindaco della città del Palio, e in extremis anche senatore del Regno, nominato dal Re appena in tempo prima che l’Italia diventasse una repubblica. Come vignettista lo ha scoperto Forattini. Molte delle sue vignette sono raccolte in volumi andati a ruba in libreria. La sua fantasia è illimitata. Il 25 febbraio prossimo compirà 85 anni.

Nella vignetta del 31 gennaio 2021 Matteo Renzi a cavallo di un cammello è definito “Lorenz d’Arabia”. Appropriata, data l’estemporanea iniziativa saudita dell’ex pemier, oggi al centro di aspre polemiche, ma soprattutto geniale. Giannelli, a cui evidentemente non pesa l’età, è un acuto osservatore della realtà, in particolare quella politica italiana, da cui trae quotidianamente spunto per vignette che sempre colgono il segno, senza mai fare scelte di parte, né rivelare le opinioni politiche dell’autore. E’ un autentico giornalista per immagini, con la matita al posto della telecamera. Ha fatto bene Forattini a spingerlo a disegnare per i giornali. Il primo è stato Repubblica.

In questo campo la stampa italiana vanta firme illustri: oltre a Forattini, vanno citati Staino, quello del proletario Bobo, Elle Kappa, pseudonimo di Laura Pellegrini, non si contano i giornali sui quali ha disegnato vignette sempre intelligenti, Tullio Altan, il padre di Cipputi e della Pimpa, Vauro tuttora sulla breccia, e vanno ricordati Vincino, Vighi e Pino Zac, Giuseppe Zaccaria recentemente scomparsi.

Il quotidiano impegno con il Corriere della sera vede Giannelli al lavoro nella sua casa nella campagna toscana, in questi giorni immersa nella neve. Come fonte d’ispirazione ha i telegiornali, le agenzie di stampa e gli altri strumenti di comunicazione. E si fa venire subito un’idea. Ne parla al telefono con via Solferino, concorda l’argomento, e per fax manda in redazione la vignetta che l’indomani figurerà in prima pagina. Non è azzardato dire che senza la vignetta di Giannelli il Corriere della sera “non uscirebbe”. La sua è come una medaglia al valore. Al Corriere sostengono che nei personaggi di Giannelli si riconosce il lettore medio del giornale. In genere l’ambientazione è il salotto di una casa borghese, dove il marito siede in poltrona mentre legge il giornale e la moglie sferruzza o sfaccenda. Di rado compare un giovane, mentre un cane o un gatto fanno spesso da sfondo. Il tratto è gentile, il disegno aggraziato, ma i dialoghi sono sferzanti. Il disegnatore non calca la mano, ma la sua ironia è fulminante. Nessuno può prendersela con questo autore, come spesso accade ai Forattini, ai Vauro e ad altri vignettisti d’assalto.


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