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“Arcobaleni Fulminati”, un libro per comprendere gli adolescenti che parla ai genitori

 

Una delle poche certezze che ho acquisito in questi anni è che quando nasce un bambino nasce anche un genitore. E in questa esperienza, così carnale, non c’è proprio nulla di patinato. Ci sono momenti bellissimi, in cui hai di fronte la tua parte migliore , un pezzetto di te proiettato nel futuro. E altri in cui ti senti inadeguato, “difettoso”, in cui ti sembra di non reggere il peso della responsabilità di un’altra vita oltre la tua. Per quanto mi riguarda, ho fatto appello a tutte le mie risorse, in primis alla scrittura, che per me è stata sempre terapeutica e “disvelante”. Non avevo intenzione di pubblicare. Ho iniziato a scrivere a mia figlia, a “suo uso e consumo” , per quando sarebbe diventata grande, per farle conoscere un po’ più intimamente questa mamma svalvolata, arrancante e innamorata di lei. È nato così “Senza di te io non esisterei” la prima lunga lettera in cui le rivelavo tutta la fatica che ho fatto per superare certi stereotipi di genere, che avevo inconsciamente interiorizzato e di cui il suo arrivo mi ha fatto prendere atto. Devo molto a mia figlia, mi ha reso una donna consapevole e migliore di quella che ero prima della sua nascita. Poi, dopo qualche anno, ho deciso di pubblicare ed è nato un terreno di confronto con tante donne, con tante mamme, ma anche con molti papà, che hanno gli stessi nostri timori e gli stessi nostri dubbi. Sono passati molti anni e per forza di cose, ho cominciato a confrontarmi con una donna in erba, che è il mio giudice più severo. Che mi reputa il suo modello, ma anche la sua nemica amatissima, quella da cui distanziarsi per trovare il proprio spazio, per affermare la propria personalità. In un momento di grandi trasformazioni per me e per lei. E ancora navigo a vista, correggo la rotta a seconda della corrente e dei venti, unico dickat è quello di essere sincera con lei, di rispondere ad ogni domanda, anche la più scomoda, anche la più imbarazzante, perchè ogni persona, e soprattutto i giovani meritano un rispetto che impone schiettezza, anche se essere onesti spesso richiede molto, ma molto coraggio.
Così è nato “Arcobaleni fulminati”, una lettera più matura della precedente, in cui affronto questioni un po’ spinose, soprattutto se hai fronte un’adolescente sveglia, curiosa e sufficientemente spietata. Parlo di sesso, discriminazione e violenza di genere , di aborto, bullismo e disturbi alimentari. Non prospetto soluzioni, non ne ho, non sono certo depositaria di verità rivelate. Posso solo parlare della mia esperienza, dare informazioni il più possibile obiettive, e cercare un terreno di confronto con i ragazzi e anche con gli adulti. Perchè il dialogo è fondamentale: evita mistificazioni e distorsioni della realtà, rende possibile un confronto empatico e costruttivo. Spero che una volta superato questo periodo, sia possibile continuare ad associare “Arcobaleni Fulminati” a progetti sociali come ho fatto anche con il precedente, grazie all’associazione Aurora.”

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