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In aiuto dei giornalisti minacciati, gli strumenti dell’UE

 

Tramite il Media Freedom Rapid Response, gli operatori dei media e le testate con sede in uno degli Stati membri dell’UE e dei Paesi candidati hanno accesso a diversi strumenti di tutela e di sostegno nell’emergenza, per un aiuto concreto in alcune situazioni di bisogno. E per chi lavora in Italia, senza distinzione di nazionalità, c’è a disposizione una residenza di tre mesi a Milano

Un trend in preoccupante crescita quello delle minacce ai giornalisti: gli episodi intimidatori registrati dalle forze di polizia in coordinamento con la Federazione Nazionale della Stampa  e l’Ordine dei Giornalisti  ammontano a 83 soltanto negli ultimi sei mesi, mentre l’anno scorso erano stati 87 in 12 mesi e nel 2018 se ne erano contati 73. I dati aggiornati, forniti al Parlamento dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianluca Castaldi in risposta all’interpellanza urgente della parlamentare Alessandra Ermellino, parlano di minacce di matrice socio-politica, mafiosa e di altra natura, e i casi sono concentrati soprattutto nelle regioni del centro-sud, anche se molte minacce sono subite dai reporter della Lombardia.

Un clima pesante, cui le istituzioni rispondono con determinazione nei casi più gravi, attivando programmi di protezione tra i più apprezzati in Europa. Attualmente in Italia sono sotto protezione una ventina di giornalisti, e il sistema è apprezzato dagli stessi protagonisti, come era stato rilevato dal report seguito alla missione internazionale cui nel 2018 avevano partecipato ECPMF e OBCT sotto la guida di Alberto Spampinato di Ossigeno per l’Informazione.

Sotto il profilo della tutela, resta tuttavia scoperta quella “zona grigia” delle minacce e intimidazioni non perseguibili dalla giustizia ma che non per questo risultano meno lesive della libertà del giornalista e meno preoccupanti per la situazione del giornalismo in generale, e quindi per la tutela del diritto dei cittadini ad essere informati.

Per questo il consorzio Media Freedom Rapid Response, di cui OBCT fa parte dallo scorso marzo, mette a disposizione diversi strumenti e possibilità, risposte concrete ai singoli bisogni e alle emergenze. Si va dal contributo economico per sostituire attrezzatura danneggiata alla consulenza psicologica per percorsi di recupero da diversi tipi di disturbo post-traumatico da stress, da aiuto temporaneo per i congiunti alla fornitura di strumenti tecnologici e formazione per tutelarsi da minacce online e nel mondo reale. Alla parte pratica di sostegno nelle emergenze, si affianca il pacchetto di aiuti nel settore legale, per giornalisti colpiti da querele temerarie o perseguitati da cause che si trascinano per anni: si può accedere al fondo di assistenza legale nel caso in cui il singolo, o la testata, subisca la minaccia di una causa legale per diffamazione, per violazione delle norme sulla privacy, per la tutela delle fonti, o in ogni caso in cui si sia nel mirino di qualche potente per via del proprio lavoro giornalistico e di inchiesta.

Possono accedere alle varie forme di sostegno i giornalisti, gli operatori dei media e le testate con sede in uno degli Stati membri della UE e dei Paesi candidati (Albania, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia).

Per i giornalisti che invece abbiano bisogno di un periodo di trasferimento dalla sede di lavoro, un rifugio temporaneo, un momento per tirare il fiato ed entrare in un contesto protetto dove essere seguiti e sostenuti, QCode Mag, in collaborazione con OBCT e ECPMF, ha lanciato il programma di residenza JiR Milan, un progetto di ospitalità e accompagnamento che accogliendo a Milano operatori dell’informazione minacciati o sotto pressione, intende offrire un nuovo strumento di tutela. Si doveva trattare di un programma di ospitalità transnazionale, ma la situazione della pandemia da Covid 19 ha portato i promotori a restringere il contesto geografico all’Italia. Per dare un contributo al panorama dell’informazione e sostenere il giornalismo investigativo, a prescindere dalla nazionalità dei candidati, purché si trovino a lavorare in Italia.

Variano le procedure e i contatti per candidarsi al sostegno concreto, al sostegno legale, e alla residenza a Milano (per quest’ultima la scadenza delle candidature è il 31 agosto, mentre le altre opzioni sono accessibili fino a febbraio 2021).

Fonte: BalcaniCaucaso

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