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La meteora Renzi

 

All’inizio per Matteo Renzi fu una marcia trionfale, poi il disastro. Gli ultimi sondaggi elettorali sono da un incubo: Italia Viva, il suo partito, veleggerebbe sotto al 3% dei voti.

La meteora Renzi ha brillato fugacemente. Scala la segreteria del Pd ad appena 38 anni (dicembre 2013). Giovanissimo diviene presidente del Consiglio (febbraio 2014): a soli 39 anni è il più giovane capo di governo della Repubblica Italiana. Nel maggio 2014 arriva l’apoteosi: ottiene il 40,8% dei voti nelle elezioni europee.

Renzi intercetta la voglia di cambiamento dell’elettorato italiano: reclama la “rottamazione” dell’establishment, in particolare del vecchio gruppo dirigente post comunista del Pci-Pds-Ds-Pd. Ma picchia duro anche sulle élite e le burocrazie europee ed italiane. Canta il riformismo liberaldemocratico contrapposto al populismo dei cinquestelle di Beppe Grillo e alla Lega di Matteo Salvini. La sua novità è dirompente. Attacca “gufi”, “rosiconi”, “parrucconi”. Lui, alfiere del riformismo contro il populismo dilagante, ammette: «Sono un populista mite».

Prima stravince, poi delude: arrivano le sconfitte alle amministrative fino alla disfatta nel referendum costituzionale (4 dicembre 2016). Renzi perde sia Palazzo Chigi sia la segreteria del partito. Tenta un recupero, torna a guidare il Pd ma subisce l’ulteriore disfatta nelle elezioni politiche del 2018 (crollo al 18% dei voti).

Il sogno del 40% svanisce. La modernizzazione del sistema politico e sociale con la riduzione dei diritti dei lavoratori apre una falla a sinistra (se ne vanno Cofferati, Civati, Fassina, D’Alema, Bersani, Speranza) e perde una valanga di voti. I voti persi a sinistra però non vanno agli scissionisti ma al M5S. I voti moderati, invece, arrivano al Carroccio.

Le incredibili sorprese non mancano. Lo scorso agosto propone un nuovo governo con i populisti grillini per battere i populisti leghisti. Subito dopo, a settembre, annuncia il suo addio al Pd e fonda Italia Viva.  Da allora aumenta il protagonismo, minaccia più volte la crisi di governo. E Italia Viva nei sondaggi sprofonda sotto il 3% dei voti. Pesano i gravi errori politici e il cattivo carattere. Lo stesso Renzi ammise nel 2016: «Talvolta sono troppo cattivo, un po’ arrogante».

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