Il parlamento turco approva l’amnistia che esclude giornalisti e dissidenti politici

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Lo avevamo anticipato, nella notte con il voto in parlamento è stata scritta una nuova pagina di repressione nei confronti dei giornalisti in Turchia.  L’assemblea turca ha infatti approvato una riforma del codice penale che attraverso la depenalizzazione di determinati reati concede l’amnistia a 90 mila detenuti, tra questi nessun prigioniero politico o per reati di opinione.
A favorire l’uscita di massa dalle carceri  turche l’emergenza Covid-19.
Fino ad ora 17 detenuti hanno contratto il virus in prigioni di minima sicurezza, 3 di questi sono deceduti.
Buona parte dei carcerati interessati dal provvedimento finiranno di scontare la pena ai domiciliari; tra questi i detenuti con più di 65 anni, con malattie croniche o infettive e le detenute con figli di meno di 6 anni.
Non potranno beneficiare della riforma coloro che sono in carcere per reati legati a traffico di droga, reati a sfondo sessuale, omicidi e terrorismo. La riforma è stata approvata nelka notte con i voti del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan e degli alleati nazionalisti dell’Mhp con 279 voti a favore sul totale dei 600 parlamentari che compongono il parlamento turco. 51 i contrari con i 139 parlamentari del partito repubblicano Chp, quasi completamente assenti.