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“Il cardellino” di Donna Tartt, avvincente metafora sulla nostra precarietà e necessità di creare

 

Il pittore olandese Carel Fabritius è stato uno degli allievi più dotati di Rembrandt. Morì a trentadue anni, in seguito all’esplosione di un magazzino di polvere da sparo che nel 1654 distrusse un quartiere della città di Deft, dove sorgeva il suo studio. Dello stesso anno della morte è il suo piccolo quadro de “Il cardellino”, oggi conservato nel museo Mauritshuis dell’Aja. Rappresenta l’uccellino legato a un trespolo con una catenella che, dalla sua condizione di schiavo, ci guarda con istintiva vitale dignità. Il cardellino può essere preso a simbolo della fragilità e della crudele limitatezza dell’esistenza.

Theo Decker, protagonista del romanzo di Donna Tartt, ha una storia che riecheggia un episodio fondamentale della vita di Carel Fabritius e una condizione evocante quella del cardellino incatenato. A soli dodici anni Theo perde la madre in un attentato terroristico avvenuto in un museo e, miracolosamente, riesce a salvarsi trovando una via d’uscita tra le macerie. Porta con sé, in un gesto inconsulto e inconscio, il quadro del cardellino di Fabritius, ultimo legame con la madre e con la bellezza. Quella tragedia e il segreto possesso di un dipinto d’incommensurabile valore, segneranno la sua precaria giornata di bambino quasi orfano, adottato prima da una famiglia di amici e poi riaccolto da un padre dissennato.

In un momento in cui una pandemia mette in ginocchio l’intero pianeta, la lettura di un libro che parla dell’umana vulnerabilità e dei limiti della nostra azione – evidenziando quanto vivere sia comunque prodigioso – aiuta a capire i meccanismi esterni e interni che impediscono a ogni uomo di esprimersi e realizzarsi. Mostra come ciascuno sia il risultato dei condizionamenti sociali, ai quali reagisce attraverso ciò che è. Come il mondo sia una “creatura di creature”.

Donna Tartt riesce a tenerci incatenati alla sua metafora sulla condizione umana, con il ritmo di grandissima narratrice, in un romanzo che insieme all’affascinante introspezione psicologica ha la suspense del thriller. “Il cardellino” ha vinto nel 2014 il premio Pulitzer. E’ il terzo libro di una scrittrice classe 1963, che pubblica un best-seller ogni dieci anni e riesce a mantenere un livello altissimo di stile e contenuto. Stephen King ha definito Il cardellino un’opera “che riesce a parlare sia con il cuore che con la mente”.

 

Il cardelino di Donna Tartt
Traduttore: Mirko Zilahi De’ Gyurgyokai
Editore: Rizzoli
Pagine: 892
Rilegato euro 17
Ebook Euro 7,99

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