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I lavoratori poligrafici nella società dell’informazione

 

Quando si parla di filiera produttiva dell’informazione,  bisognerebbe affrontare, a nostro avviso,  qualunque tipo di problema, parlare e far parlare tutte le categorie, registrare, conservare e poi riutilizzare i contributi di tutti quelli che lavorano nel settore,  prima di mettere mano ad una riforma complessiva dello stesso. La crisi è davvero pesante per questo specifico settore,   e in Italia forse ancora più dura. Durante gli  Stati generali dell’editoria e dell’informazione,  le varie categorie del segmento produttivo,   sono state effettivamente sentite,  tutte. E questo è certamente un punto a favore di questa iniziativa. L’impressione nostra, è che spesso sia mancata, una regia complessiva. Nobili intenti ma ancora, forse, troppa confusione sotto al cieloOra poi che l’iniziativa sembra perdere di consistenza, vista la mutata situazione politica del Paese, c’è da sperare che una volta tanto, chi subentrerà faccia tesoro di tutta questa utile esperienza, invece di – come spessissimo accade – archiviarla in toto,  per proporne una propria.

L’incontro che proviamo a raccontare oggi è quello dedicato ad una delle professioni maggiormente in crisi dopo la rivoluzione digitale,  quella dei poligrafici. Giovedì 13 giugno 2019,  a partire dalle ore 9 presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è svolto il panel,  intitolato: “I lavoratori poligrafici nella società dell’informazione: nuove sfide e prospettive”.  Il dibattito tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori è stato moderato, come sempre,  dal capo dipartimento per l’informazione e l’editoria Ferruccio Sepe.

Permetteteci di stravolgere leggermente la narrazione della giornata e lo schema che normalmente utilizziamo in questi casi. E di iniziare da uno specifico  passaggio dell’incontro, che ha nostro avviso, riassume in modo eccellente il tema in discussione.  L’intervento di Pietro Gaviano, lavoratore poligrafico sardo, sintetizza in modo perfetto lo stato dell’arte. Racconta senza fronzoli,  ma con il pathos necessario,  il grave stato di crisi in cui versa il settore e quali sono le aspettative degli operatori dello stesso. Vi lasciamo dunque al video, ma  prima iniziamo con la  “solita” definizione,  estratta dall’enciclopedia Treccani. A seguire la trascrizione scritta dell’intervento di Gaviano.  La narrazione poi riprenderà, come al solito con gli estratti, a nostro avviso salienti, dagli interventi… Continua su lsdi

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