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Una storia semplice. ‘Cheese’ di Zuzu, Coconino Press

 

Tre giovanissimi amici, due maschi e una femmina, conducono le loro esistenze come la maggior parte dei coetanei. Sogni, entusiasmi e tanta noia segnano la strada di Zuzu, voce (e disegno) narrante, Riccardo (“che non ha paura della mia fragilità”) e Dario (“con cui posso ancora giocare”), i quali trascorrono le giornate chiusi in un microcosmo autoreferenziale fatto di anoressia, amori non ricambiati, di corpi inaccettati, di studi e lavori precari. Come reagire allo stanco trascorrere dei giorni? Cercare l’avventura piuttosto che vivere un domani che appare sempre uguale all’oggi. E cosa c’è di più avventuroso allora di un viaggio nell’estremo Nord? La soluzione è, così, raggiungere una zia in Trentino, a Brentonico, per partecipare alla tradizionale gara del formaggio rotolante. Cambieranno le loro vite?

Storia minimale per questo romanzo di formazione, che, assecondando l’attuale linea grafica predominante in Italia – un fumetto elitario e non popolare – è disegnato in un bianco e nero “nervoso”, tra il caricaturale e il grottesco, deformante e non certo estetizzante, che può risultare fastidioso alla lettura. Cheese (Coconino Press, pp. 272, euro 18, 2019) è la prova ulteriore di quanto sia difficile per un giovane d’oggi immaginare spazi narrativi alternativi rispetto a quelli dominanti. Giulia Spagnulo, in arte Zuzu, pur dotata di una fine sensibilità, capace di cogliere con poche parole lo stato d’animo dei protagonisti, rimane tutta interna alla logica della narrazione oggi concessa: si deve raccontare “la pena di vivere” solo rimanendo ancorati al proprio io atomizzato, senza alcuna interazione diretta coi problemi del mondo. Figlia del mercato, l’industria editoriale guida questa tendenza.

Acquisita dalla Fandango, già nota come casa editrice e di produzione cinematografica, non fa eccezione questa volta neanche la Coconino, che da diversi anni pur propone autori italiani e stranieri con storie generalmente di ottimo livello. Nume tutelare di Coconino Press/Fandango è Gipi, graphic novelist di alto rango, che ha voluto fortemente lanciare la sua “più giovane autrice”, la quale ha potuto così godere di una notevole cassa di risonanza mediatica e, addirittura, televisiva. Eppure nel recente passato la stessa casa editrice ha pubblicato un altro giovane, Francesco Cattani, che con Luna del mattino ha vinto premi prestigiosi come il Romics e il Micheluzzi. Due autori, Cattani e Zuzu, con storie della provincia profonda, con protagonisti adolescenti alle prese con il passaggio all’età adulta, con sensibilità diverse e con due stili grafici agli antipodi: “linea chiara versus linea (o)scura”. Esiti notevoli quelli di Cattani, controversi quelli della Spagnulo. Purtroppo con Cheese non siamo certo vicini ai capolavori di Gipi o – per rimanere ancora in casa Coconino – di Davide Reviati e Manuele Fior. Tuttavia la strada è aperta. Caricata di responsabilità vedremo cosa saprà fare Zuzu in futuro.

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