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Formazione. “La cronaca tra storia e memoria”, una lezione per leggere il presente

 

Si è svolta a Roma, presso l’Istituto di Studi Umanistici Leusso, una giornata di formazione per i giornalisti sul tema LA CRONACA FRA STORIA E MEMORIA, alla quale hanno partecipato Fabio MORABITO, Furio COLOMBO, Lorenzo GRASSI, Romano BARTOLONI, Roberto OLLA, Carlo Felice CORSETTI (PIUE). Incontro interessante non solo per chi fa il cronista, utile ad affinare gli strumenti intellettuali che servono a testimoniare il momento in cui viviamo.  

Fabio Morabito, Presidente dei cronisti romani, a una platea attenta ha rilevato l’interdipendenza tra cronaca e storia, il rispetto della verità nel raccontare, l’importanza della fotografia. Morabito ha così sintetizzato: “Il cronista è colui che prende una foto, lo storico tutto il film”. Se ne deduce che ogni immagine è un tassello del mosaico della storia.

Lorenzo Grassi, cronista romano di lunga esperienza e appassionato di memoria storica, ha affascinato i presenti con un’esposizione del bombardamento di San Lorenzo, a Roma, durante l’ultima guerra e, in particolare, del modo in cui fu riportato dalla stampa di allora. Si sa che, nonostante le diecimila vittime, fu messo in atto un ferreo controllo dell’informazione, soprattutto sulle immagini. Grassi ha mostrato i pochi scatti fotografici a noi pervenuti, che danno un’idea assai tragica degli avvenimenti, opposta alla sottovalutazione percepita anche a causa dell’atteggiamento dei romani, per i quali erano sempre “mejo l’americani su la capoccia, che Mussolini tra li cojoni”.

Romano Bartoloni, autore del libro “ROMA TRA CRONACA E STORIA Dagli orti di guerra ai palazzi del potere” pubblicato da Edilazio, ha testimoniato episodi legati all’olocausto della sua stessa famiglia, ha messo in evidenza come la memoria abbia alti e bassi, affermando ad esempio: “Oggi i ragazzi vanno a visitare Auschwitz, ma lo stesso non si può dire dei loro genitori”. Ha spiegato come la storia possa venire corretta da chi, in quel momento, detiene il potere e compito del cronista per Bartoloni è, di conseguenza, individuare ciò che non funziona nel racconto della realtà.

Applauditissimo l’intervento di Furio Colombo giornalista, politico, scrittore italiano. Si deve a lui la legge n. 211 approvata nel 2000 “Istituzione del ‘Giorno della Memoria’ in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”, che onoriamo ogni 27 gennaio. Cinque anni dopo anche che l’ONU approvò analoga risoluzione con identica data.  “Quando sento dire ‘ma quale fascismo’ … – ha affermato Furio Colombo – capisco che il problema è contestualizzare i fatti per sapere in che mondo viviamo adesso”. Inserirli cioè in un’ambientazione dove sia chiaro il come, il dove, il quando, il perché. Furio Colombo ha sostenuto che il proverbio (o maledizione) cinese “possa tu vivere in tempi interessanti” – storicamente periodi d’irrequietezza, lotte per il potere e guerra – bene si applica a quelli in cui ci troviamo: sono infatti giorni in cui si sequestra una nave per il ‘reato’ di aver salvato uomini dall’affogamento in mare.

Il giornalista, scrittore e documentarista Roberto Olla – prima che Carlo Felice CORSETTI, Presidente dei Pubblicisti Italiani Uniti per l’Europa, tirasse le conclusioni con un intervento a carattere deontologico volto a mettere in guardia dal non rispetto dei corsi formativi, cosa per cui sono previste sanzioni – ha fatto un excursus dettagliato sulle cronache di guerra. Dalle battaglie di Toro Seduto, alla prima guerra mondiale coperta da Barzini, Lussu, Heminguay, passando per il famoso romanzo di Pirandello “ I quaderni di Serafino da Gubbio operatore”, Roberto Olla è arrivato a tempi recenti: tra questi, i tragici filmati della prima guerra atomica, con i corpi dilaniati e vetrificati delle vittime di Hiroshima e Nagasaki – mai resi pubblici per il loro impatto sconvolgente – hanno generato turbamento e raccapriccio, ma sono stati davvero efficaci a rendere tangibile l’importanza e la necessità di documentare ciò di cui può essere capace l’uomo. 

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