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Udine respinge il Premio Terzani ma altre città si offrono per ospitarlo

 

Molte città italiane, prima tra tutte Firenze, ma anche del Friuli Venezia Giulia come Palmanova e Malborghetto, si sono rese disponibili ad ospitare il Premio Terzani, che la Città di Udine, o meglio la sua Amministrazione comunale, sembra non gradire più, perché secondo l’assessore alla cultura Fabrizio Cigolot «non promuove qualcosa di specifico e identificabile con la nostra realtà e funge in maniera marginale da traino con l’industria turistica», ma Angela Staude, moglie del giornalista fiorentino morto nel luglio del 2004, tradotto in quindici Paesi ma giudicato di bassa qualità dalla Giunta Fontanini, nonostante gli apprezzamenti ingenerosi nei confronti del marito, non vuole scappare: «I premi» ha dichiarato «come le persone e le atmosfere e tutte le cose viventi non si sradicano da un suolo per ripiantarli in un altro senza gravi danni alle loro radici e a tutta la pianta. Non sono cose di plastica.» E il radicamento nel territorio friulano è un dato di fatto, come allo stesso tempo lo è lo sconfinamento, la capacità di Vicino/lontano (www.vicinolontano.it), il festival all’interno del quale è inserito il Premio Terzani, di andare oltre il perimetro comunale e regionale non solo attraverso i temi di volta in volta trattati ma anche attraverso le persone intercettate, che lo scorso anno sono state circa 30 mila.

Non proprio un gruppo di amici, ma un numero significativo anche sotto il profilo delle ricadute economiche, come testimoniano la risonanza mediatica e le tante attestazioni di affetto e di stima seguite alle polemiche di questi giorni. Polemiche che gli organizzatori non vogliono cavalcare e soprattutto strumentalizzare. Non ne fanno una questione di soldi, per quanto 20 mila euro in meno per un’associazione di persone che non ha alle spalle realtà istituzionali e vive prevalentemente di contributi pubblici non siano del tutto irrilevanti, ma di stile. «Pur salvaguardando la nostra autonomia» afferma Guido Nassimbeni, presidente di Vicino/lontano «siamo sempre stati aperti al confronto e abbiamo sempre interloquito con il Comune, non ricevendo mai pressioni dall’Amministrazione precedente e non ricevendo mai un feedback dall’Amministrazione attuale, che attraverso la scelta di ridurre di 2/3 il finanziamento comunale si esprime in merito con un’opinione di cui prendiamo atto: è una posizione legittima sul piano economico, ma difendiamo i risultati ottenuti in questi primi quindici anni e anche la scelta di legare il festival a un grande autore come Tiziano Terzani.» Un autore su cui si sono formate e continuano a formarsi intere generazioni, che non merita di essere ideologizzato e piegato alle censure revisionistiche dei nuovi regimi. Un autore che invitava al rispetto e non al rancore, come ricordano gli amministratori della pagina ufficiale di Tiziano Terzani nei commenti stupiti e indignati postati sul profilo Facebook di Vicino/Lontano: «Indignazione, ok. Stupore, ok. Disappunto, ok. Ma non dimenticate l’educazione e il buon senso. È ciò che ci distingue da chi vuole diffondere rancore e dividere sempre di più la società. Non siate sgarbati o faziosi. È esattamente ciò che vogliono farci diventare.» Il rispetto, invece, scriveva Terzani, nasce dalla conoscenza e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo. È per questo che i promotori di Vicino/lontano non si sono fermati davanti alle polemiche, ma stanno lavorando con determinazione ancora maggiore per offrire un’edizione 2019 all’altezza del nome che porta: la parola chiave di quest’anno è “contagio”. Dal 16 al 19 maggio la riflessione pubblica proposta attraverso lezioni, dibattiti, mostre, spettacoli, incontri, proiezioni analizzerà il tempo presente spaziando dal livello scientifico a quello linguistico, dal campo delle mafie alla Rete, dall’economia all’Europa. Speriamo sia contagiosa anche questa capacità di mettersi in discussione e non abbiano ancora trovato il vaccino corrispondente: c’è il rischio che sia l’unico a cui la Lega potrebbe essere favorevole.

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