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Veneto, Lorusso al direttivo dell’Assostampa: «Il lavoro torni al centro della politica del Paese»

 
Da Rovigo il segretario generale Fnsi ribadisce: «Nel rinnovo del contratto ci batteremo perché i tanti giornalisti impropriamente autonomi vengano riconosciuti nell’alveo del lavoro dipendente». E sulla vicenda della Città di Salerno: «L’Ordine intervenga sul direttore». La solidarietà dell’assemblea a Monica Andolfatto, finita nel mirino della camorra infiltratasi in regione.
«Il lavoro, non solo giornalistico deve tornare al centro della politica del Paese, da cui manca da troppo tempo». Una priorità che Raffaele Lorusso rilancia da Rovigo, dove si è riunito il direttivo del Sindacato dei giornalisti del Veneto. «Non può essere tollerata la precarietà a vita – sottolinea il segretario generale della Fnsi –. Nel rinnovo del contratto collettivo nazionale ci batteremo perché i tanti giornalisti impropriamente autonomi vengano riconosciuti nell’alveo del lavoro dipendente».

Una battaglia che ha trovato una prima concretizzazione nel contratto Fnsi-Uspi, rivolto alla regolarizzazione dei rapporti professionali nelle piccole aziende editoriali del web. «Sempre a tutela dei colleghi che lavorano nelle piccole realtà di internet – rilancia Lorusso – è fondamentale proseguire la lotta per introdurre per i colossi della rete l’obbligo di pagare le royalties per l’uso delle opere giornalistiche, a difesa dell’informazione di qualità».

Informazione di qualità che è risorsa per la democrazia, anche come opera di contrasto delle opacità e delle zone d’ombra dove, assai spesso, prosperano malaffare e criminalità organizzata. Per questo Lorusso e i colleghi presenti hanno ribadito solidarietà e supporto pieni a Monica Andolfatto, segretaria Sgv, finita nel mirino della camorra, infiltratasi e radicatasi nel Veneto Orientale, come descritto anche dalle carte delle indagini della Dda di Venezia che hanno portato a ben cinquanta misure di custodia cautelare, tra cui una a carico del sindaco di Eraclea.

Il segretario si è infine soffermato su alcune crisi aziendali, come quelle della Gazzetta del Mezzogiorno e della Città di Salerno. Su quest’ultima, ha sottolineato che il sindacato affiancherà i colleghi nella battaglia giudiziaria per denunciare il comportamento dell’editore. Dopo aver messo in cassa integrazione a zero ore i colleghi e avviate le procedure di liquidazione della società, la Città è tornata in edicola con una società editrice diversa e con un diverso corpo redazionale.

«Gravissimo è il comportamento del direttore responsabile – ha detto Lorusso -. Dopo aver avallato i licenziamenti dei colleghi, continua a firmare lo stesso giornale. L’auspicio è che in questa vicenda l’Ordine dei giornalisti della Campania vada oltre le dichiarazioni di solidarietà e i selfie con i colleghi licenziati e segnali al Consiglio territoriale di disciplina il comportamento del direttore. Esiste un dovere di lealtà e collaborazione fra i colleghi. Il direttore della Città va accompagnato alla porta dall’organismo disciplinare: soltanto così si restituisce dignità alla categoria».

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