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Mozambico, come supportare le popolazioni colpite dal ciclone Idai

 

I danni del ciclone Idai, che ha colpito nei giorni scorsi le coste del Mozambico e che ha provocato morti e devastazioni anche in Zimbabwe e in Malawi, non sono ancora calcolabili. L’uragano è stato uno dei disastri ambientali più gravi avvenuti nell’emisfero meridionale. Tantissime organizzazioni e associazioni che lavorano sui territori colpiti hanno attivato raccolte fondi per l’emergenza. Tra queste anche ASEM Italia Onlus e il CAM Consorzio associazioni con il Mozambico che, sulla piattaforma GoFundMe, hanno avviato due crowdfunding specifici per supportare i loro progetti sul territorio.

L’ASEM, fondata nel 1990, Associazione per i bambini del Mozambico aiuta attualmente oltre 6000 beneficiari attraverso le sue attività quotidiane fornendo istruzione, formazione professionale, cibo, supporto medico, riabilitazione psicologica e morale. “Beira (una delle città più colpite) è tagliata fuori dal mondo – racconta Barbara Hofmann – La situazione è disastrosa, inimmaginabile, le nostre scuole e centri senza tetto, finestre e alcune porte sono volate via, alcune pareti cadute. Il 90% delle persone ha perso quasi tutto”.

Il CAM, Consorzio associazioni con il Mozambico fondato nel 2002 e composto da 5 associazioni trentine, opera proprio nella provincia di Sofala: “La rete elettrica sarà ripristinata non prima di alcune settimane – spiegano sulla loro pagina di raccolta fondi – Le infrastrutture che collegano Beira al resto del paese sono in questo momento intransitabili. I quartieri informali in periferia della città sono ampiamente allagati e si prevedono conseguenze enormi sulla salute dei sopravvissuti”.

Le campagne sono raggiungibili dalla pagina https://www.gofundme.com/cause/help-mozambique-idai

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