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La resilienza delle donne, zingare

 

Parlare, camminare e pensare, sono verbi che indicano il nostro senso di libertà ancor oggi più volte prevaricato. La sociologa Laura Corradi in questo nuovo libro sul femminismo delle zingare esplora il percorso di lotta civile intrapreso da donne Rom, Sinti, Queer e Traveller espresso nella comunità nomade più spesso mortificata ed esclusa in quel rapporto coloniale ed eurocentrico che è rimasto con l’Occidente. 

<<Nessuna comunità può superare un’oppressione secolare conservando forme di assoggettamento interne>> scrive l’autrice nel suo saggio e negli otto capitoli del testo, attraverso voci di studiose rom e tramite l’esempio di femminismi e attivismi di genere che nel loro dialogo sono riusciti a produrre cambiamento, vengono affrontate le problematiche di questi popoli ai margini ribaltate contro una visione politica neoliberale che ne orienta il potere sovversivo. 

Razzismo, sessismo e povertà sono indice di esclusione che li rende inappropriati. Zingari, ebrei e musulmani sono stati di fatto perseguitati fin dal Medioevo e dall’Inquisizione con vere e proprie crociate che alimentavano la paura e l’intolleranza nell’Altro, in una letteratura nel tempo apertamente razzista e in leggi che esigevano di soccombere a chiunque non si fosse adeguato. Ciò si configurò nell’annientamento durante l’Olocausto quando si veniva uccisi solo per la propria razza. Si dovrà attendere il 2005 perché le Nazioni Unite approvino una risoluzione per commemorare tutte le vittime della Shoah. Nei contesti dell’attivismo, come ricorda la Corradi, si celebra anche l’anniversario dell’insurrezione zingara di Auschwitz-Birkenau del 16 maggio 1944.

Capro espiatorio di politiche che legittimano l’ostilità etnica, in una percezione falsata e alimentata, non sembra solo simbolico <<il trasferimento di persone zingare in zone degradate, nei pressi di discariche o aree industriali>>, perché è un atto che influenza la vita sociale sia delle persone zingare con gli altri popoli sia tra loro stessi, alimentando senza riserve il trauma di stare ancora perdendo la propria identità. 

Sebbene il Consiglio d’Europa si sia espresso contro le discriminazioni multiple lo ha fatto solo nei termini di razza ed etnia valutandone la prerogativa paritaria, mentre è stato grazie alla Carta di Nizza se si sono considerate anche le variabili di genere, classe ed orientamento sessuale. I documenti tuttavia non convincono, in assenza di un metodo intersezionale come sottolinea la sociologa Angela Kóczé, ed endogeno. Infatti se il documento che dovrebbe comprendere e risolvere queste problematiche è inadeguato ciò non fa che inasprire le forme di vessazione sociale e di violenza non solo fisica, sessuale, economica e psicologica, ma anche quelle specifiche legate al contesto patriarcale ben radicato in alcune culture come questa. 

Parafrasando nel testo Alexandra Oprea, professoressa di filosofia e politica all’università del North Carolina, tutti gli attivisti dovrebbero riconoscere nel privilegio maschile la possibilità di sfidare il patriarcato che altrimenti indebolisce le alleanze di genere, proprio quando non sono considerate importanti alla luce di una continua oppressione che coinvolge l’intera comunità. Nell’assistenza, catturare perciò il giudizio resta essenziale nel tener conto di una mediazione volta a riconoscere il valore multiculturale dell’Altro rispettando il suo punto di vista senza generalizzare, ma lavorando su una “uguaglianza della differenza” che invece di sacrificare la propria libertà emancipa. 

È solo decostruendo il significato semiotico delle parole, delle immagini filtrate e dello stereotipo legato alla riappropriazione del corpo delle donne che si potrà abbattere l’anti-zingarismo nell’idea insita di minoranza perché, come la Corradi determina, la riflessione sia utile nella prospettiva rivoluzionaria che <<ogni donna ha un suo sapere, ogni donna può studiare, imparare, produrre idee e progetti>>. 

di Valentina Tatti Tonni

Laura Corradi, Il femminismo delle zingare, Mimesis Edizioni 2018, pagg.162, euro 15

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