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‘Illuminare il Sudan’, appello ai media: «Non dimenticare le crisi oscurate»

 
Presentata nella sede del sindacato la mobilitazione promossa da Fnsi, Ordine, Usigrai, Amnesty e Articolo21. Con i rappresentanti dei giornalisti anche la collega Antonella Napoli, appena rientrata dal Paese africano: «Dobbiamo essere noi la voce dei cittadini sudanesi». Il video-appello dei colleghi africani.
«Una grande campagna per illuminare quanto accade in Sudan e per non dimenticare le crisi oscurate in tutto il mondo». È l’appello promosso dal presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Giuseppe Giulietti, anche a nome dell’Ordine dei giornalisti, dell’Usigrai, di Amnesty International Italia e dell’associazione Articolo21, durante la conferenza stampa dal titolo ‘Illuminare il Sudan’ alla quale ha preso parte, questa mattina, nella sede del sindacato, la giornalista Antonella Napoli, di ritorno da un viaggio nel Paese africano attraversato dalle proteste contro il presidente Omar al Bashir che hanno già fatto registrare decine di vittime.

Appello subito rilanciato dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, che ha accolto Antonella Napoli ringraziandola per il suo impegno in difesa dei diritti umani e per aver voluto «raccontare il Sudan, anche a rischio della propria incolumità, pur di continuare ad essere ‘sentinella della verità’, come ha titolato in prima pagina la rivista Time a fine 2018», ha osservato Lorusso.

Il segretario generale ha poi ricordato l’appuntamento di domani, alle 10, davanti all’Ambasciata dell’Arabia Saudita, a Roma, «dove ci ritroveremo per raccontare un’altra periferia del mondo, un altro luogo dove si consumano guerre e violazioni dei diritti umani. Saremo lì per chiedere di far luce sull’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi e per protestare contro la decisione di giocare a Gedda la finale di Supercoppa italiana tra Juventus e Milan», ha concluso.

Alla conferenza stampa anche il presidente e il segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo verna e Guido D’Ubaldo; il segretario dell’Usigrai Vittorio di Trapani; il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury; padre Giulio Albanese, giornalista e missionario della Congregazione dei frati Comboniani.

Il presidente Verna ha ribadito il fondamento e il valore costituzionale del giornalismo, che «deve illuminare quelle realtà dove non tutti gli esseri umani, uomini e donne, sono uguali; dove si uccidono e incarcerano giornalisti e blogger; dove non si ripudia la guerra». Mentre il segretario dell’Usigrai è tornato sul presidio #UnCalcioAiDirittiUmani all’Ambasciata dell’Arabia Saudita.

«La Lega Calcio ha incassato 20 milioni di euro in tre anni per consentire al regime saudita di ripulire la propria immagine agli occhi del mondo occidentale e far dimenticare, ad esempio, la guerra in Yemen, Paese contro cui vengono scagliate bombe prodotte anche in Italia e che fanno strage di civili. Oppure il brutale omicidio del giornalista Khashoggi, o ancora che le donne saudite potranno assistere alla partita solo in settori riservati e solo se accompagnate dagli uomini», ha detto Di Trapani. Che è poi tornato sulla vicenda di Antonella Napoli, fermata e trattenuta per alcune ore a Khartoum dalla polizia locale nel giorno dell’Epifania, alla quale le forze dell’ordine hanno anche sequestrato parte del materiale raccolto.

«Quello che di bello c’è stato in questa storia..Continua su fnsi

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