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Querela intimidatoria per Paolo Borrometi a poche ore dall’uscita del suo libro

 

Colpisce la pacatezza. Che insieme alla professionalità Paolo Borrometi mette ancora una volta nel commentare quel che è accaduto poche ore dopo l’uscita del suo libro. E’ arrivata un’altra “minaccia”, questa volta in forma legale, legittima, consentita dall’ordinamento. L’onorevole della regione Sicilia, Giuseppe Gennuso, ha diffuso un comunicato stampa annunciando querela contro Paolo Borrometi per i contenuti del libro che lo riguardano. I quali non vengono espressamente citati e lo si comprende perché quasi certamente Gennuso il libro “Un morto ogni tanto” di Borrometi non lo aveva ancora letto quando ha scritto la nota. Ciò nonostante ha annunciato azioni legali. Molti gli interventi seguiti a questa iniziativa sia da parte di tantissimi giornalisti che degli organismi di rappresentanza della categoria. Lui, Paolo, è il più pacato di tutti perché conosce l’ambiente e i personaggi di cui si sta parlando. “Vedi, ci sono luoghi e persone, storie, circostanze di cui non si vuole che si parli, non si vuole clamore ma solo silenzio. Ovviamente un’inchiesta, un articolo, peggio ancora, un libro rompono quel silenzio in maniera imperdonabile e queste sono le reazioni. In fondo è ciò che io affermo da tempo. C’è una Sicilia che deve essere lasciata tranquilla”.

Questa è una querela intimidatoria, non credi. Anzi una minaccia di querela che arriva ancor prima che l’interessato abbia letto il contenuto preciso, solo dopo aver letto potrebbe eventualmente lamentare una lesione. Così recita il nostro codice penale o no?

“Io non parlerei di intimidazione vera e propria. Qui si vuole evitare il racconto di un territorio e dei suoi protagonisti potenti e in questo caso lo si fa paventando azioni legali. Se vogliamo parlare di merito io nel libro mi sono avvalso di visure camerali e l’onorevole a proposito dei professionisti citati dice: ci sono in azienda ma non li uso. Bene, allora perché se li tiene? E comunque io ho scritto esattamente che sono in azienda, niente di più”.

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