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Il ministro Salvini, megafono del quotidiano belluino “Sentire”

 

Rapina a una tabaccheria di Ponte Felcino, vicino Perugia. Ne nasce uno scontro a fuoco, i banditi si danno alla fuga; uno dei malviventi e’ colpito mortalmente non si sa ancora bene da chi, a sparare sono due carabinieri e una guardia giurata. Il corpo viene trovato poco dopo, i complici lo hanno abbandonato in una stradina a qualche chilometro dal luogo dell’accaduto.

In casi come questo e’ atto dovuto aprire un’inchiesta; e’ quello che fa la procura della Repubblica di Perugia. Occorre accertare  fatti, dinamica. Sicuramente i rapinatori hanno commesso un delitto; e molto probabilmente si tratta di un ennesimo episodio di difesa legittima. Come sia procedura e buon senso impongono che si apra un fascicolo, che sia avviata un’inchiesta. Si accerteranno  fatti, dinamica, si ascolteranno testimoni, valuteranno perizie, tutto quello che in questi casi la legge impone.

Inevitabile anche – per quanto delinquente sia stato, di mezzo c’e’ un morto – indagare i tre che hanno fatto fuoco, e ipotizzare un reato; in questo caso l’omicidio colposo (significa che non c’e’ stata e non c’era premeditazione); l’avviso di garanzia, proprio in quanto tale, consente agli indagati di conoscere quello che i magistrati fanno e faranno. Saranno ascoltati coi loro avvocati, forniranno la loro versione sull’accaduto, si potranno difendere. Ripeto: essendoci un morto, purtroppo e’ una  inevitabile procedura. Ed e’  giusto che sia cosi’: a tutela e garanzia di tutti e di ciascuno.

Tutto questo e’ elementare: attiene al diritto, alla sua civilta’, al buon senso; ma come e’ vana fatica voler spremere sangue dalle rape, piu’ vana fatica e’ sperare che certi personaggi politici ispirino la loro azione alla civilta’ del diritto, al diritto della civilta’; al buon senso, al senso buono.

Il signor ministro dell’Interno, persona di veloce parlare senza attendere prima di sapere, non manca neppure questa volta di intervenire: “Carabinieri e Guardia Giurata, che hanno rischiato la vita, hanno solo fatto il loro dovere: non meritano un processo, semmai un premio”.

Affermazione sintomatica di un belluino “sentire” che ci si compiace di coltivare, vellicare, veicolare; e di una disinvolta concezione del diritto. Impossibile pensare che il signor ministro ignori la differenza tra avviso di garanzia e processo. Eppure di processo parla. Sui tre, invece indaga la magistratura: per accertare come sono andate le cose. Puo’ esserci, finita l’inchiesta il rinvio a giudizio; ma forse no, forse per primo il PM riterra’ di archiviare. Il signor ministro, insomma, mette il carro davanti al bue. Non sorprende. Non e’ la prima volta che emette “sentenze”. Nel caso del sindaco di Riace ha stabilito la sua colpevolezza, quella del sindaco e di coloro che in qualche modo lo hanno sostenuto. Nel caso di Ponte Felcino stabilisce che due carabinieri e il vigilante non solo sono innocenti, ma meritano un premio.

E’ da sperare che la magistratura perugina non si faccia  influenzare da questi preventivi giudizi; che serenamente operi a prescindere dalle opinioni espresse anche da personaggi che ricoprono “pesanti” ruoli istituzionali: personaggi che proprio per questo dovrebbero essere parchi nel loro dire, consapevoli della “pesantezza” delle loro parole.

Piuttosto, da personaggi delle istituzioni, e il particolare dal signor ministro dell’Interno ci si sarebbe aspettati l’augurio che, fiduciosi nell’operato dei magistrati, si possa accertare l’accaduto con celerita’ e fugando ogni ombra di possibile dubbio. Magari accompagnato dall’ovvia affermazione (ma sempre utile da ricordare), che sempre e comunque, chiunque e’ innocente fino a sentenza definitiva di condanna. Insomma, sarebbe stato apprezzabile (e doveroso) se non il silenzio (si e’ consapevoli che e’ richiesta difficile da esaudire in tempi di diffusa loquacita’), almeno un ragionamento pacato e non l’ennesimo far leva a belluini istinti.

“Restiamo umani”, e’ la parola d’ordine/programma di molti. Lodevole proponimento, cui personalmente mi sento di fare solo una piccola postilla: il signor ministro dell’Interno (lo dico senza ironia con molta amarezza), e’ “umano”. Tutto il suo “dire” e il suo “fare sono all’insegna di questo.

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