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Genova, giornata di lutto nazionale. Ma il calcio non si ferma

 
In un giorno di lutto nazionale ci si aspettava una reazione “nazionale” di tutto il calcio della serie A. Il rispetto e il silenzio per le vittime del Ponte Morandi non riguardano solo le squadre del territorio, Genoa e Sampdoria. Ma dovrebbero stare a cuore a tutti i club del calcio italiano. E allora, perché concedere solo a Genoa e Sampdoria di evitare di scendere in campo nel giorno del dolore? Per le altre squadre è sufficiente una fascia nera al braccio?
Rai e Mediaset hanno tolto la pubblicità dal palinsesto di oggi per non confondere le lacrime con i profitti. Ma il calcio sembra che non possa o non voglia fare a meno degli interessi legati all’esordio di un “Pallone d’oro” proprio (una coincidenza?) nella prima partita del campionato italiano. Ipocrisia? Polemica sterile? Può darsi, ma fermare il grande spettacolo del calcio avrebbe significato trasmettere un messaggio importante: il messaggio di un abbraccio corale con le sciarpe di tutti i club del calcio – e non solo di Genoa e Sampdoria – impegnate a legare quei due tronconi di ponte che hanno lacerato il cuore di Genova, dell’Italia e del mondo intero.
Dal calcio, sport dal linguaggio universale, sport più socializzante di altri per la valenza nazionale, oggi poteva arrivare un messaggio diverso, più umanizzante e di autentica solidarietà collettiva.
Per non aggiungere lacrime di amarezza a lacrime di dolore per le vittime della tragedia del 14 agosto, qualcuno, sempre oggi, potrebbe azzardare un digiuno totale di calcio.

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