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Camini, ferito al cuore il borgo dell’accoglienza

 

Ignoti incendiano l’auto del sindaco.
Il presidente della Eurocoop: “Ministro Salvini, non sono gli immigrati il problema, ma la criminalità”.
Nella notte tra martedì 28 e mercoledì 29 agosto, ignoti hanno dato alle fiamme l’auto del sindaco di Camini, Giuseppe Alfarano. Una ferita al cuore dell’antico borgo collinare, sulla costa jonica, vivificato da un progetto di accoglienza apprezzato in tutto il mondo. Dissanguato dagli esodi migratori del secolo scorso, dal 2011 Camini, che non raggiunge neppure i mille abitanti, ha ritrovato linfa vitale accogliendo nelle vecchie case abbandonate migranti da Siria, Marocco, Nigeria, Libia, Mali, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Iraq, Ucraina, Gambia, Senegal, Costa d’Avorio, Sudan, Eritrea ed Etiopia. Un intreccio di mondi, culture e colori. Dagli inizi in collaborazione con Mimmo Lucano, storico antesignano dell’accoglienza come modello di vita, ai primi arrivi, l’impatto dei migranti con una piccola realtà, diversa da quella immaginata, gli occhi che trasmettono apprensione e fiducia al tempo stesso, poi la gioia, il sentirsi a casa, la voglia di restare. Così Camini, geograficamente isolato, arroccato nella sua bellezza, apre una porta sul mondo e l’isolamento è solo un ricordo.
Volontari giungono da ogni parte del pianeta, grazie a un progetto in collaborazione con Projects Abroad, e anche istituti scolastici da fuori regione con i progetti di alternanza scuola-lavoro, per un’esperienza umanitaria e di studio che vede al centro il sistema di accoglienza e di integrazione per rifugiati e richiedenti asilo realizzato con successo dalla Eurocoop “Jungi Mundu”, presieduta da Rosario Zurzolo, che gestisce un progetto SPRAR.
Accoglienza, integrazione e sviluppo: grazie all’impulso e alla dedizione della Eurocoop sono nati laboratori per l’artigianato, per i prodotti tipici, per l’abbellimento del borgo.
«La nostra è un’idea di accoglienza a trecentosessanta gradi, ovvero, l’esperienza umanitaria che si coniuga perfettamente con la rivalutazione del territorio» dichiara Zurzolo. Camini è un universo multietnico e multicolore, luogo di intrecci di popoli e sogni.
Nelle scorse settimane, si è tenuto per il secondo anno consecutivo l’“International Youth Day”, promosso dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in onore delle nuove generazioni da sostenere e valorizzare quali agenti responsabili dello sviluppo globale, grazie ad Anna Lodeserto, esperta di politiche giovanili e relazioni internazionali. Un altro importante momento di integrazione, un altro tassello tra i tanti che hanno portato Camini all’attenzione dei media nazionali e internazionali con servizi sull’emittente araba Al Jazeera, Le Monde, El Pais, National Geographic, la tv slovena e altre testate.
Ora l’atto intimidatorio al sindaco Alfarano, un duro colpo per la piccola cittadina jonica. «Siamo sconcertati e indignati, la violenza non deve vincere. Intervengano le istituzioni subito e in maniera dura» dice il presidente della Eurocoop “Jungi Mundu” Zurzolo. «A conclusione di un’estate in cui Camini ha avuto giusto risalto per le attività sociali e culturali di livello internazionale promosse, ci troviamo a fare i conti con una realtà fatta di cattiveria e violenza. La nostra condanna nei confronti di quanti hanno posto in essere tale gesto criminale è dura e incondizionata. Ci sentiamo tutti colpiti e siamo al fianco del sindaco Alfarano, in quanto massimo rappresentante istituzionale sul nostro territorio e in quanto uomo sensibile e attento alla collettività. «Chiediamo a gran voce l’intervento immediato delle istituzioni affinché si adottino seri e reali misure di repressione a tutela di realtà come Camini che stanno emergendo per la bellezza che esprimono, per l’opera virtuosa nel rivitalizzare borghi antichi ormai in declino, per essere riusciti a creare lavoro e occupazione» aggiunge ancora Zurzolo. E conclude: «L’amministrazione non sarà lasciata sola, ma sarà affiancata dai cittadini onesti che come noi credono nel riscatto del proprio territorio, a dispetto dei prepotenti che vogliono offuscare la credibilità e la bontà del popolo calabrese. Uniti contro la criminalità si vince. Caro ministro Salvini, il problema non sono gli immigrati, ma la malavita. Noi non cediamo alla tracotanza e alla protervia dei criminali. Camini è un sogno realizzato che merita di essere protetto e fatto crescere».

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