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Richieste d’asilo dimezzate nei primi tre mesi del 2018

 

Studio della Fondazione Ismu su dati del ministero degli Interni: 18.916 le domande presentate, contro le 37.915 delle stesso periodo nel 2017. Calo drastico frutto degli accordi tra Italia e Libia che bloccano i migranti nel Paese africano. Un terzo delle domande da nigeriani, bangladeshi e pakistani

MILANO – Richieste d’asilo dimezzate, nei primi tre mesi del 2018. Le domande presentate da gennaio a marzo dai migranti sono state infatti 18.916, contro le 37.915 presentate nello stesso periodo nel 2017. Un calo drastico, frutto degli accordi tra Italia e Libia, che bloccano i migranti nel Paese africano. È quanto emerge da uno studio della Fondazione Ismu su dati del Ministero dell’Interno. I primi tre paesi da cui provengono i richiedenti asilo sono Nigeria (13%), Bangladesh (11) e Pakistan (10%). I dati trimestrali confermano anche che le richieste di protezione riguardano soprattutto uomini (81%). Aumentano in proporzione, invece, i minori non accompagnati: nel 2017 sono stati oltre 9.700, il numero più elevato del quadriennio preso in esame (erano 2.500 nel 2014) e il 73,5% in più rispetto al 2016. Nel primo trimestre 2018, però, gli oltre 1.800 minori soli che hanno fatto domanda di asilo nel nostro paese costituiscono il 9,7% del totale dei richiedenti, mentre erano il 6% nello stesso periodo dell’anno precedente e il 5% nel 2016.

Il calo delle richieste d’asilo va di pari passo con la diminuzione degli sbarchi. Se in Italia nel 2016 si registrava la cifra record di 181mila arrivi (tra questi ben 26mila minori non accompagnati), nel 2017 i migranti approdati sulle nostre coste sono scesi a 119mila. Il calo si conferma anche per i primi mesi del 2018: dal 1° gennaio al 2 maggio 2018 infatti sono sbarcati sulle coste italiane 9.467 migranti, il 75% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Lo studio dell’Ismu presenta anche un quadro delle richieste d’asilo nel 2017. Le oltre 130mila domande sono state presentate soprattutto da nigeriani, bangladeshi, pakistani, gambiani e ivoriani. Dal 2014 al 2017 la Nigeria è stato il principale Paese di nazionalità dei richiedenti asilo; anche il Pakistan si conferma tra i principali paesi di provenienza dei migranti che chiedono protezione in Italia. Significativo l’aumento di domande di asilo da parte dei migranti originari del Bangladesh.

Nel corso dell’intero anno 2017 sono state esaminate 82mila domande (10mila meno rispetto al 2016). I migranti a cui non è stata riconosciuta alcuna forma di protezione hanno costituito il 52,4% del totale, cioè 42.700 casi. I dinieghi sono aumentati in particolare dal 2015, diventando la maggioranza degli esiti; negli anni precedenti, invece, tale percentuale era intorno al 30-40%. Confrontando i dati relativi al primo trimestre degli anni dal 2016 al 2018 si osserva che il numero di domande esaminate risulta mediamente sempre intorno alle 22-23 mila unità, e che nei primi tre mesi del 2018 torna a salire la percentuale dei dinieghi (61,4%, comprensivo di non riconoscimenti e irreperibili). Scende invece rispetto al 2017 la quota di coloro a cui viene riconosciuto lo status di rifugiato (6,3% contro il 9,4%). Tra gli esiti positivi prevale nel nostro Paese la concessione di protezione umanitaria: oltre 6.300 i migranti che hanno ottenuto tale permesso nel primo trimestre del 2018 (il 28% del totale esiti) e in crescita rispetto agli anni precedenti.

Nei Paesi UE le domande di protezione internazionale hanno registrato il picco di oltre 1milione e 200mila prime domande nel 2016, ma nel corso del 2017 sono crollate del 46% scendendo a quota 650mila. Ciò è dovuto in gran parte alla riduzione complessiva nel numero di arrivi via mare nell’Ue. Il 31% delle domande sono state presentati in Germania, il 20% in Italia, il 14% in Francia e il 9% in Grecia. La Germania, nonostante conservi il primato per numero di domande ricevute, registra la più significativa riduzione dall’anno precedente, pari a -73%. Importanti cali in termini relativi anche nei Paesi dell’Est: -90% in Ungheria, – 82% in Bulgaria, -69% in Polonia.

L’Italia conquista il primato in Europa per numero di minori stranieri non accompagnati che richiedono asilo. Se il dato complessivo nei paesi UE si è dimezzato rispetto all’anno precedente (31.800 richieste nel 2017 contro le oltre 63mila del 2016), in Italia il trend è in continua crescita. Il nostro Paese supera la Germania e diventa primo destinatario di minori soli in cerca di protezione: oltre 9.900 domande (dati Eurostat), pari a quasi un terzo del totale delle domande presentate in tutti i Paesi UE. (dp)

Da redattoresociale

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