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Migranti, con Liberi Nantes l’inclusione è nello sport

 

 

Un laboratorio di inclusione sociale”. Così Alberto Urbinati, presidente di Liberi Nantes, sintetizza l’attività di un’Associazione nata nel 2007 come Associazione Sportiva Dilettantistica, riconosciuta dall’UNHCR per “garantire la libertà di accesso allo Sport a rifugiati e richiedenti asilo politico”, e oggi diventata un punto di riferimento importante per tanti ragazzi e ragazze arrivati in Italia da Paesi come Somalia, Afghanistan, Libia, Senegal.

L’inclusione sociale, per Liberi Nantes, passa attraverso attività e progetti molto concreti, costruiti nel tempo da volontari determinati a offrire a rifugiati e richiedenti asilo un’opportunità di evasione e socializzazione, di collaborazione e crescita condivisa basata sullo scambio reciproco di tempo e passioni, idee e voglia di costruire insieme. A partire dallo sport, ma non solo.

Le tante iniziative messe in campo dall’Associazione – dalla scuola di italiano al teatro fino alle escursioni per conoscere parchi e zone verdi intorno alla capitale – hanno aggregato in dieci anni di lavoro tante persone e culture diverse, dimostrando quanto una solidarietà che parte autenticamente dal basso, da un reale desiderio di accoglienza e integrazione, porti ad un arricchimento per tutti.

Perché, come ci racconta Alberto in una carrellata di video-interviste, lo sforzo dell’Associazione è quello di essere motore di relazioni dell’intero quartiere, quello di Pietralata – periferia est di Roma – con tutti i problemi che ogni periferia ha ma anche con tutte le opportunità di sperimentazione che questa apre e stimola… Continua su vociglobali

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