Sei qui:  / Blog / Sbilanciamoci e la sua “contromanovra”: 11,1 miliardi per il Rei

Sbilanciamoci e la sua “contromanovra”: 11,1 miliardi per il Rei

 

Come usare la spesa pubblica. “Quella del governo è una manovra leggera, che guarda alle elezioni”. Tra le proposte: redistribuzione del reddito, tassare i beni di lusso, abolire le detrazioni previste per le scuole private

ROMA – Cosa servirebbe per farci vivere meglio? Quali sono gli interventi a cui daremmo priorità se potessimo decidere come impiegare le risorse pubbliche? Parte da queste domande la discussione avviata dalle 47 organizzazioni della campagna Sbilanciamoci!, che ogni anno si confrontano in occasione della presentazione e della discussione della Legge di Bilancio del Governo.
Una manovra definita “leggera” e che “guarda soprattutto alla imminente scadenza elettorale”, alla quale Sbilanciamoci! risponde con una contromanovra da 44,2 miliardi di euro articolata in 111 proposte che finisce, come ogni anno, in pareggio. Una legge di Bilancio “diversa”, che sarà proposta quest’oggi alla Camera.

Sette gli obiettivi principali: un fisco e una finanza più equi che assumano come priorità la lotta all’elusione e all’evasione fiscale; un’economia al servizio della società e dell’ambiente capace di generare nuova occupazione stabile, ben retribuita e qualificata; politiche ambientali lungimiranti, necessarie per mettere in sicurezza il nostro territorio e assicurare uno sviluppo sostenibile; istruzione, cultura e conoscenza per tutti e non piegate alla logica del mercato; un sistema di servizi e infrastrutture di welfare più forte, che non deleghi alle famiglie la protezione sociale e risponda ai nuovi bisogni emergenti; una riduzione delle spese militari a favore di interventi di pace e di cooperazione internazionale; il sostegno alle esperienze che sperimentano sul territorio nuove forme di economia solidale.

Tasse da pagare ma con equità.La legge di Bilancio non convince in pieno le associazioni di Sbilanciamoci! per quanto riguarda il fisco. “Mantiene un impianto recessivo che non è in grado di rimettere in moto l’economia del Paese” scrive la campagna, che nella sua “contromanovra” muove da un primo fondamentale concetto: le tasse sono necessarie, il problema è farle pagare a tutti con equità. “In un contesto in cui la politica fiscale si muove in direzioni molto lontane dal dettato costituzionale – scrive Sbilanciamoci! – prevediamo con la nostra manovra fiscale di redistribuire il reddito e la ricchezza al fine di diminuire le diseguaglianze sociali.Il complesso delle proposte alimenta le casse dello Stato con circa 25,8 miliardi, di cui 15,7 miliardi sono destinati a impedire lo scatto dell’Iva da gennaio 2018 e 10,1 miliardi sono utilizzati per rendere il Reddito di inclusione (Rei) più universale e meno condizionato”. Secondo Sbilanciamoci, ulteriori 2,3 miliardi potrebbero essere recuperati grazie alla maggiore tassazione di beni di lusso o dannosi (voli e auto aziendali di lusso, produzione di beni di lusso e rilascio del porto d’armi) ai quali potrebbero aggiungersi 560 milioni, grazie alla maggiore tassazione degli investimenti pubblicitari e all’introduzione di una tassazione sui diritti televisivi del calcio professionistico.

Reddito di inclusione più universale.Sbilanciamoci parte da un dato: l’Italia è il Paese che in Europa cresce di meno, registra un tasso di disoccupazione superiore alla media europea e ha 1,7 milioni di famiglie in condizioni di povertà. Questo a causa della “caduta di domanda per le imprese, la debolezza strutturale del sistema produttivo italiano e l’assenza di una strategia di politica industriale”.
La ricetta di Sbilanciamoci! si muove in tre aree: welfare, innovazione tecnologica e servizi verdi.
“Un piano per l’avanzamento tecnologico nel campo della salute (500 milioni) – scrivono i promotori – potrebbe finanziare la ricerca sull’utilizzo di tecnologie innovative nei campi della chirurgia, della diagnostica e della farmaceutica contribuendo a ridurre i costi del sistema sanitario, senza compromettere la garanzia del diritto universale alla salute”.
Per Sbilanciamoci! servirebbero 11,1 miliardidi euro per rendere più universale e meno condizionato il Reddito di inclusione (Rei), estendendolo a tutti i residenti in Italia in condizioni di povertà assoluta o relativa e ampliando la copertura dei beneficiari dalle attuali 500 mila a 1,7 milioni di famiglie.

Ripartire dalla cultura e istruzione pubblica.Investire nell’edilizia scolastica e nella promozione del diritto allo studio (1 miliardo), aumentare le risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (600 milioni) e adottare un piano straordinario per l’assunzione di 20 mila ricercatori universitari a tempo determinato in 6 anni (3.300 nel 2018). Queste alcune delle misure individuate da Sbilanciamoci per rilanciare la cultura, l’istruzione e la ricerca pubbliche. Tra le idee anche quella dell’abolizione delle detrazioni Irpef previste per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole private secondarie, “produrrebbe nuovi introiti per 337 milioni di euro”, scrivono i promotori.

Lo sviluppo intelligente è ecosostenibile. Lotta ai cambiamenti climatici, investimenti per i piccoli e medi interventi infrastrutturali, tutela del territorio e della biodiversità, sostenibilità ambientale: sono questi i 5 assi in cui si articolano le proposte di Sbilanciamoci! sull’ambiente che prevedono nuove entrate per 3,5 miliardi di euro e uscite per 2,9 miliardi.
In campo energetico, si propone l’introduzione della rendicontazione dei cambiamenti climatici nelle politiche di investimento pubbliche e la modifica del sistema di tassazione dei veicoli legandolo all’emissione di Co2, che consentirebbe inoltre di colpire i veicoli più inquinanti e potrebbe generare maggiori entrate per 500 milioni di euro. Per contenere il consumo del suolo, Sbilanciamoci propone di destinare i proventi dei titoli abitativi edilizi e delle sanzioni previste dalla normativa alla tutela del verde, del paesaggio e alla rigenerazione urbana e di istituire un Fondo di rotazione per le demolizioni delle opere abusive (150 milioni).

Da redattoresociale

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con (*).

*