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La disinformatia impazza

 

Ignorate, o quasi, oltre cento manifestazioni Cgil, Cisl, Uil.  La festa di compleanno del Pd commuove Scalfari che  intona un inno a  Renzi.  Intanto  nel Bilancio miliardi come bruscolini. Ma sono solo annunci

Forse mai come oggi i mezzi di informazione  sono stati protagonisti di un vulnus  alla democrazia così pesante, così evidente.   Delle oltre cento manifestazioni promosse da Cgil, Cisl, Uil, molto partecipate,presidi, comizi, sit  in davanti alle  prefetture  le notizie sono state filtrate con il contagocce .Poche righe, nascoste  in pagine sperdute.La Repubblica ha fatto da capofila nella disinformatia: neppure una riga, neppure, un titolo, magari un commento anche in negativo- Niente, così come i  telegiornali  a partire da quello diretto da Mentana. Non si poteva rovinare la scena a  Renzi Matteo , alla celebrazione dei dieci anni di vita del Pd.  Già perché quelle più di cento manifestazioni  rappresentavano non solo una valutazione negativa  delle politiche portate avanti dai governi  del Pd, guidati prima dallo stesso Renzi Matteo e oggi da Paolo Gentiloni, relatori, insieme ad un rinverdito Veltroni alla assemblea di compleanno. Lavoro, giovani, pensioni, sanità, povertà  contratti, i temi di fondo. La richiesta al governo di mantenere alcuni degli impegni prese con intese siglate più di un anno fa e mai mantenute. Erano, al tempo stesso, un annuncio molto chiaro, esplicito: le tre  grandi confederazioni sindacali che rappresentano  circa tredici milioni di iscritti sui 47 milioni di cittadini che hanno diritto al voto, pongono una problema di fondo: chiedono al governo di cambiar politica, di dare riposte a partire all’incontro di  lunedì con il ministro del Lavoro sull’argomento pensioni e annunciano che se ciò non avverrà la mobilitazione verrà rafforzata con iniziative che saranno messe a punto da Cgil, Cisl Uil.  Da aggiungere che circa altri tre milioni di lavoratori soni iscritti a sindacati che non fanno parte delle tre Confederazioni che non vedono certo di buon occhio le politiche del governo.

Il passa parola degli editori ai direttori:non turbate il sonno del governo

Gli editori dei giornaloni e anche di quelli più piccoli, i dirigenti delle televisioni e delle radio, si devono essere passati la voce, invitando i direttori  a dare i direttorile dovute istruzioni agli scriba. Tener bassa la notizia, meglio onde evitare disguidi ignorarla. Esemplare da questo punto di vista il quotidiano di Largo Fochetti, diretto da Calabresi. Tagliata la testa al toro.  Chi segue normalmente l’attività sindacale, della Cgil in particolare, non risparmiando critiche, anzi,forse ha avuto un turno di riposo.Non solo, il domenicale di Eugenio Scalfari, il fondatore di Repubblica, spiega bene la censura  nei confronti dell’iniziativa di Cgi, Cisl, Uil. Racconta di aver partecipato alla assemblea di  compleanno del Pd al Teatro Eliseo,la platea . scrive, “era gremita e altrettanto le tribune”. I discorsi dei tre relatori, ( Veltroni, Gentiloni, Renzi ndr) sono stati degni degli applausi dall’inizio alla fine”.Visto l’incipit vi risparmiamo il seguito, un inno in particolare a  Renzi Matteo che ha seguito i suoi consigli, oltre che a Veltroni che torna in campo. Un giudizio sulla politica del Pd che più positivo non poteva essere, uno Scalfari commosso, certo riconosce che anche fra i giornalisti di Repubblica non condivide ma lui non si cura di loro, come non sicura dei suoi tanti amici, quasi tutti riconosce, che sono fortemente critici nei confronti della legge elettorale e del voto di fiducia.

Scalfari straparla.il voto di fiducia era necessario, la legge elettorale va bene

Straparla quando  fa notare che il voto di fiducia era necessario e che in fondo, leggi Renzi e i renziani,  è servito per approvare una legge importante, che va bene. La democrazia, il popolo, gli eletti che sono già decisi? Tutte balle. Il popolo, rilancia un suo chiodo fisso non conta niente, lo dimostra la storia. “La democrazia non ha mai affidato i poteri al popolo sovrano e quindi la sovranità è affidata a pochi che  operano e decidono nell’interesse di molti.”Insomma un sistema di oligarchi,eletti, anzi nominati dagli stessi oligarchi che perpetuano in questo nodo il loro sistema di potere. Non è un caso che con il “Rosatellum” non sono i cittadini scegliere i loro rappresentati. Sono scelti da gruppi di potere.,

Un consiglio al fondatore di Repubblica  rilegga la Costituzione e anche Gramsci

Forse Scalfari farebbe bene a rileggere Antonio Gramsci sul tema democrazia, popolo, partiti, istituzioni. Senza chiedergli uno sforzo intellettuale così intenso basterebbe  desse  una occhiata alla Costituzione. Riconosce che tutti i suoi amici non la pensano come lui. Anzi gli articoli, primo fra tutti quello  di  Gustavo Zagrebelsky pubblicati anche  da Repubblica,non li condivide proprio, non condivide le loro tesi, quelle relative al rapporto cittadini- potere, al vulnus che si sta portando alla democrazia. “ Ecco perché-conclude- mi è molto dispiaciuto di essere praticamente la sola voce che sostiene questa tesi”.Ripetiamo che, dice Scalfari, il popolo sovrano non conta niente e l’elite che comanda. Proprio come dice Renzi Matteo, un uomo solo al comando, il Pdr, appunto.

Nella manovra di Bilancio ignorate le proposte dei sindacati

Intanto proprio domani dal governo verrà una prova di quanto poco tenga conto delle proposte avanzate dai sindacati, dei problemi che hanno portato in primo piano nelle manifestazioni.  I ministri annunciano miliardi, tanti miliardi che entrerebbero nella legge di Bilancio. Del Rio per esempio parla di trenta miliardi per il trasporto  pubblico. Ma da spendere in15 anni.Il ministro Martina, il “ secondo “ di Renzi annuncia gongolante, anzi esulta, che il vertice sull’agricoltura, uno dei tanti G7 tenuto a Bergamo, è stato un successo per merito dell’Italia. Entro il 2030 annuncia  500 milioni di persone saranno fuori dalla fame. Si da il caso che , ora, subito, servono nuove politiche nei confronti di quei paesi, Medio oriente e Nord Africa, che  sono in sofferenza. Al ministro vorremmo ricordare un solo dato: un  bambino  su cinque vive, in condizioni intollerabili. Dodici milioni  di bambini siriani è privato di tutto, nello Yemen , in  Siria,  manca cibo, acqua, epidemie di colera sono all’ordine del giorno. E la nostra politica, leggi decreto Minniti, confina nei campi di concentramento libici chi cerca rifugio, una vita migliore in Europa, in Italia. Ne Bilancio che discute il Consiglio dei ministri, neppure si accenna a questi probemi.Eper i giovani? Ancora incentivi alle aziende, una scelta che ha già fatto fallimento. Per le pensioni?  Di cambiare l ‘adeguamento alle speranze di vita il governo non intende proprio parlare.

Anche  Annunziata  definisce Calenda “ ministro operaio”  E lui annuncia “non mi candido”

Nel frattempo il ministro Calenda anche da Lucia Annunciata,nel suo programma sulla rete tre, viene chiamato il “ ministro operaio”. Non solo Annuziata annuncia che i sindacati hanno accettato le assunzioni  dei diecimila lavoratori secondo il jobs act. Non risulta da nessuna parte.  Calenda il quale ha annunciato che non intende candidarsi alle elezioni  conferma che conosceva il taglio alla occupazione . Non è possibile che non fosse a conoscenza del taglio dei salar. Non  è pensabile che i commissari nominati dal ministero oggi  retto da Calenda  abbiano “ dimenticato” un piccolo particolare” come quello relativo ai salari. Ma il “ministro operaio” è un navigatore esperto nei meandri della politica.  Forse è vero che non intende candidarsi. Magari potrebbe non essere eletto. Invece restando fuori dalle dispute ha garantito la conferma a ministro, sai dal Pd che da Berlusconi.  Eugenio Scalfari , come si dice Arlecchino scherzando si confessa.Il popolo non conta niente, sono le elite che decidono e  con queste elite il ministro  è ben ammanigliato. Gli operai sono altra cosa.

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