Caso Regeni. Verità per Giulio: la resa del governo

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Dal lancio dell’Ansa che dava conto dei “passi avanti” nella collaborazione tra le procure di Roma e del Cairo a quello che annunciava il ritorno dell’ambasciatore italiano in Egitto sono passati esattamente 25 minuti. La smania, ora che l’occasione era arrivata, era troppa.

Così, alla vigilia di Ferragosto – puntando su un’opinione pubblica distratta e in ferie, come se non esistessero i social! – e proprio nel giorno in cui ricorreva il quarto anniversario del peggiore massacro della storia d’Egitto (900 morti in un giorno, il 14 agosto 2013, in due piazze del Cairo), il governo italiano ha deciso di annullare l’unico provvedimento preso in questo anno e mezzo per cercare di ottenere la verità per Giulio Regeni.

L’unico su tanti possibili, compresi quelli mai esplorati del ricorso agli organi delle Nazioni Unite che si occupano di diritti umani per ottenere indagini, missioni di ricerca, risoluzioni di condanna. Per non parlare delle altre misure che avrebbero potuto essere prese a livello bilaterale, per condizionare i rapporti tra i due paesi alla ricerca della verità per l’orribile fine di un cittadino italiano. Niente.

Così, come per favorire la ricerca della verità si era richiamato l’ambasciatore, ieri sono state usate le stesse testuali parole per farlo ritornare. Usare il nome di Giulio come etica foglia di fico per una decisione tutta politica e che niente ha a che fare coi diritti umani, è vergognoso e offensivo.

Sbaglia, e come se sbaglia, chi pensa che la campagna “Verità per Giulio Regeni” si ritirerà in buon ordine, che le centinaia di migliaia di persone che l’hanno arricchita ammutoliranno e che, ad uno ad uno, si toglieranno gli striscioni esposti da centinaia di enti locali, scuole, università, biblioteche e appesi sui balconi di tutt’Italia.

La campagna sarà sempre accanto alla famiglia Regeni e continuerà chiedendo al governo italiano di assumersi la piena responsabilità della sua decisione e pretendendo di sapere, periodicamente, quali “sviluppi” e quali “passi avanti” saranno stati ottenuti, grazie al ritorno dell’ambasciatore in Egitto, sulla verità per Giulio.

Intanto al Cairo, ma anche in vari ambienti economici e politici del nostro paese, si festeggia la resa dell’Italia.


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