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Festival del giornalismo, con ‘Il mio nome è Meriam’ si è aperta la Sezione Libri

 

“Il mio nome è Meriam”, successo editoriale internazionale di Piemme che conta già sei edizioni straniere, ha aperto ieri la sezione libri al Festival Internazionale del giornalismo a Perugia. All’incontro con l’autrice Antonella Napoli, giornalista e analista di questioni internazionali, intervistata da Marina De Ghantuz Cubbe è intervenuto il portavoce di Amnesty International Riccardo Noury.
Il libro racconta la storia di Meriam Ibrahim Ishag, 27enne sudanese e cristiana che nonostante fosse incinta all’8 mese fu condannata a morte in Sudan per apostasia e liberata solo grazie alla mobilitazione internazionale che ha visto protagonista proprio la Napoli, che si occupa da anni di campagne  per i diritti umani meritando la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica..
L’opera presentata a Perugia, il terzo libro della Napoli, oltre a ricostruire una vicenda giudiziaria e umana di risonanza mondiale, offre uno spaccato di una realtà complessa come il Sudan, caratterizzata da forti contraddizioni.
La presentazione al Festival internazionale del giornalismo è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione nel Paese, dove si registrano continue violazioni  dei diritti umani e le crisi umanitarie spingono alla fuga migliaia di sudanesi, potenziali richiedenti asilo, che non sempre trovano accoglienza nei paesi in cui arrivano, come l’Italia, che recentemente ha rimpatriato forzatamente 40 persone violando il diritto umanitario.

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