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Condannati i boss che volevano uccidere Giovanni Tizian, la Fnsi: “Sentenza storica, vicini al collega”

 

Giovanni Tizian aveva ragione. Per le sue inchieste, con cui ha svelato le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emila Romagna, il cronista dell’Espresso era finito nel mirino dei boss che volevano «sparagli in bocca». Ora il tribunale di Bologna ha confermato quanto Tizian aveva denunciato e inflitto in tutto 175 anni di carcere a 23 imputati. «Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per una sentenza storica – dicono Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi –. Per la prima volta, un tribunale ha riconosciuto l’esistenza stabile di un’associazione a delinquere attiva nel territorio bolognese. Ci stringiamo in un abbraccio a Giovanni Tizian e lo esortiamo a continuare a lavorare per illuminare il malaffare ad ogni latitudine, per amore della legalità e per il bene dei cittadini».

Domani il presidente Giuseppe Giulietti, in rappresentanza della Fnsi, sarà a Reggio Emilia per incontrare i cronisti che hanno contribuito a portare alla luce i loschi affari della criminalità in quei territori, insieme con la presidente dell’Associazione Stampa Emilia Romagna, Serena Bersani e con il componente della segreteria della Fnsi, Mattia Motta. Sarà anche l’occasione per ringraziare pubblicamente Giovanni Tizian per il suo impegno e il suo coraggio.

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