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Abbiamo la pubblicità che ci meritiamo

 

Forse volevano stupirci con effetti speciali. Poverini. Noi abbiamo il pelo sullo stomaco, natalità zero e tanti aspiranti-acquirenti-genitori che non si commuovono alla vista del feto galleggiante nel liquido amniotico. Noi siamo pronti al bonifico per comprarcelo, il bambino, e poi far fuori la madre, lasciandole ovviamente le cuffie e un motivetto allegro da canticchiare per la sua buona azione. Più che dai Massive Attack io credo che tutti abbiamo subìto il fascino delle “real dolls”, cicciobelli iperrealistici che hanno avuto grande successo tra i regali natalizi 2016.

Sul sito del creativo Antonio Juan si arriva anche a 400 Euro per un neonato con rughe e capillari scoppiati, silicone di prima scelta per le bambine italiane che non hanno mai creduto a Babbo Natale ma sanno tutto su come si culla un pupazzo che piange e ha bisogno di te. O forse no. Forse questo è il primo attacco chimico-dadaista dell’Isis: non gas nervino nelle metropolitane ma Lsd taroccato con aspirina e coca-cola, sciolto nel caffè dei creativi di Sanremo. Abbiamo la pubblicità che ci meritiamo.

Da cheliberta

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