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Informazione. Vorrei/Non vorrei per il 2017

 

Vorrei…

  • più giornalismo d’inchiesta. Perché manca o non è indipendente, con l’igienica separazione tra opinione e fatto
  • un’etichetta di testata con “Editore senza altre attività” oppure  “Editore con altre attività nei settori edilizio, ecc…”, che orienti il lettore nelle campagne della testata
  • ogni commento affiancato da un box sul fatto a cui si riferisce, sintetizzato nelle 5 W inglesi (what, when, ecc..)
  • una rubrica intitolata “Privilegi” per mappare quelli piccoli e grandi che insieme fanno il mosaico della diseguaglianza
  • più satira (vignette, copertine in tv ecc.)
  • estrarre a sorte periodicamente una persona tra quelle che hanno scritto lettere pubblicate dai giornali e intervistarla o invitarla nei talk
  • affiancare l’intervsta a un corrotto con quella di chi fa il proprio dovere, per darci un po’ di speranza
  • un “cruscotto” con i dati (Openpolis?) sulle presenze dei parlamentari e il loro rendimento e statistiche aggiornate mensilmente
  • valorizzare il commento e le proposte dei rappresentanti di associazioni territoriali, di cultura politica, di volontariato…
Non vorrei…
  • i titoli e le dichiarazioni che incitano all’odio,
  • le interruzioni dei turni di parola nei talk tollerate dai conduttori
  • il commento morboso di cronaca nera, con l’insopportabile domanda a caldo al parente della vittima: lei perdonerebbe l’assassino?
  • le marmellate di parole che mischiano vari commenti, senza mai far capire a cosa si riferiscono
  • il tono lagnoso e omologato dei conduttori dei tg

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