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#NoBavaglioTurco, la Fnsi al fianco dei giornalisti arrestati: «Basta reprimere la libertà»

 
«Esprimo la mia più forte critica per l’arresto dello scrittore Ahmet Altan, una delle più importanti firme del giornalismo turco, e di suo fratello Mehmet Altan, a sua volta accademico ed economista di fama». Sono le parole del premio Nobel Orhan Pamuk, lette dalla segretaria generale aggiunta vicaria della Fnsi, Anna Del Freo, con cui si è aperta a Roma la nuova protesta dei giornalisti italiani contro la repressione della libertà in Turchia.

«Esprimo la mia più forte critica per l’arresto dello scrittore Ahmet Altan, una delle più importanti firme del giornalismo turco, e di suo fratello Mehmet Altan, a sua volta accademico ed economista di fama». Sono le parole del premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk lette oggi dalla segretaria generale aggiunta vicaria della Fnsi, Anna Del Freo, nel corso della riunione organizzata dal sindacato dei giornalisti italiani per ribadire il netto “No” al bavaglio turco.

«Siamo qui per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica italiana su quanto sta accadendo in Turchia all’indomani del golpe dello scorso luglio», ha evidenziato il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, aprendo la riunione svolta nei pressi dell’ambasciata turca a Roma, alla quale ai giornalisti italiani non è stato permesso avvicinarsi.

La situazione in Turchia sta precipitando. La repressione avviata dal presidente Erdogan sta assumendo sempre di più i contorni di una deriva liberticida e gli arresti di intellettuali, giornalisti, avvocati, magistrati, insegnanti continuano a moltiplicarsi.

«Per questo – ha spiegato Lorusso – siamo qui oggi: la Federazione nazionale della stampa italiana è al fianco dei giornalisti turchi incarcerati e fa suo l’appello del premio Nobel Pamuk e quello degli intellettuali “contro la caccia alla streghe”, pubblicati da Repubblica, per chiedere alle istituzioni italiane ed europee di intervenire per fermare la soppressione delle libertà in Turchia».

A leggere l’appello degli intellettuali, al quale si sono uniti i rappresentanti dei giornalisti italiani e delle associazioni della società civile scesi in piazza, è stato il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury.

«Facciamo appello – recita la lettera aperta – ai democratici di tutto il mondo e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della Turchia e della regione sulla quale esercita un ruolo di primo piano, perché protestino contro la vendetta che il governo sta portando avanti contro i suoi più brillanti pensatori e scrittori qualora non condividano il suo punto di vista».

Mentre, per ribadire l’impegno del quotidiano, che negli scorsi giorni ha rilanciato gli appelli di Pamuk e degli intellettuali, era in piazza anche il vicedirettore di Repubblica, Gianluca Di Feo.

Insieme a lui e alla Fnsi i rappresentanti di Aamod, Amnesty International Italia, Antigone, Arci, Articolo21, Associazione Amici di padre Paolo Dall’Oglio, Associazione Amici di Roberto Morrione, Associazione Carta di Roma, Associazione Migrare, CILD, Comitato verità e giustizia per i nuovi desaparecidos, Fondazione Lelio e Lisli Basso ISSOCO, Forum Terzo Settore, Giornale Radio Sociale, Giuristi Democratici, Illuminare le periferie, Italians for Darfur, Lasciatecientrare, LiberaInformazione, MoveOn Italia, NoBavaglio-Pressing, Ordine dei giornalisti del Lazio, Progetto “Avvocati minacciati – Endangered lawyers”, Rivista Confronti, Tavola della pace, Terra Nuova, Ucsi, Uisp, Un Ponte per, Usigrai.

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