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Stop bombe in Siria, venerdì 2 settembre sit in a Roma per rompere il muro del silenzio

 
Stop bombe in Siria. Dopo l’ennesima strage di bambini e civili ad Aleppo, sotto assedio da quattro anni, Articolo21 e Fnsi, insieme con Amnesty Italia, Arci, Associazione giornalisti amici di padre Paolo Dall’Oglio, Italians for Darfur, Unicef, Un ponte per, Usigrai e alla rete di Illuminare le periferie hanno promosso un sit-in a Roma, in piazza Santi Apostoli, venerdì 2 settembre dalle ore 11, per rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza e sostenere l’appello alla tregua e la creazione e il rispetto dei corridoi umanitari in Siria.

#StopBombeInSiria. Dopo l’ennesima strage di bambini e civili ad Aleppo, città siriana sotto assedio da quattro anni, Articolo21 e Fnsi, insieme con Amnesty International Italia, Arci, Associazione giornalisti amici di padre Paolo Dall’Oglio, Italians for Darfur, Un ponte per, Usigrai e alla rete di “Illuminare le periferie”, raccogliendo l’appello lanciato dal portavoce dell’Unicef, Andrea Iacomini, hanno promosso un sit-in a Roma, in piazza Santi Apostoli, venerdì 2 settembre dalle ore 11, per rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza e sostenere l’appello alla tregua e la creazione e il rispetto dei corridoi umanitari in Siria.

«Nelle ultime settimane – scrive Antonella Napoli sul sito di Articolo21 – si è accesa una flebile luce grazie all’immagine di Omran, 5 anni, sopravvissuto a un bombardamento ad Aleppo, città su cui si sta concentrando la campagna dei raid aerei russi che ha già causato migliaia di vittime. Il mondo si è indignato, ha pianto, guardando quei fotogrammi che hanno plasticamente dato corpo alle conseguenze del conflitto siriano, visto attraverso gli occhi di un bambino scampato alla morte che invece non ha risparmiato il fratellino, Alì, poco più grande di lui. Ma in cinque anni in Siria sono morte decine di migliaia di bambini e oltre un milione è senza casa. È una tragedia, un massacro inarrestabile, che solo la mobilitazione di tutti noi cittadini, insieme, può provare a fermare chiedendo a gran voce di far tacere il rimbombo delle armi».

Dopo anni di guerra civile, metà della popolazione della Siria è oggi sfollata, 470mila persone hanno perso la vita, quasi 2 milioni sono rimaste ferite o mutilate e l’aspettativa di vita è passata dai 70 ai 55 anni. Numeri agghiaccianti che non tengono conto dell’ultimo assedio di Aleppo che ha visto una crescita esponenziale di bambini tra le vittime.

«La Federazione nazionale della stampa italiana – anticipa il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso – aderisce in modo convinto all’appello per la tregua e per il rispetto dei corridori umanitari in Siria. Oltre che sostenere e condividere le ragioni del sit-in, il sindacato dei giornalisti italiani ritiene che questa debba essere l’occasione per accendere anche i riflettori sulle condizioni dei giornalisti in Siria. Quel Paese risulta, infatti, al primo posto in tutte le classifiche internazionali per numero di giornalisti ammazzati. La Fnsi ritiene doveroso richiamare l’attenzione delle istituzioni italiane e internazionali su questa situazione inaccettabile. Sono le stesse ragioni che hanno portato i giornalisti italiani, nei mesi e nelle settimane passate, a organizzare manifestazioni davanti alle ambasciate di Turchia, Egitto ed Iran e a mobilitarsi nelle organizzazioni internazionali dei giornalisti. La negazione dei diritti va sempre combattuta in tutte le parti del mondo».

All’iniziativa hanno già aderito: Articolo 21, Amnesty International Italia, Arci, Associazione 46° Parallelo, Associazione Amici di Roberto Morrione, Associazione Giornalisti Amici di Padre Paolo Dall’Oglio, Confronti, Cospe, Federazione nazionale della stampa italiana, Fondazione Libera Informazione, Illuminare le periferie, Italians For Darfur, LasciateCIEntrare, NoBavaglio, Rivista San Francesco, Tavola della Pace, Associazione Tam Tam, Unicef, Un ponte per, Usigrai.

Appuntamento a Roma, in piazza Santi Apostoli, venerdì 2 settembre, dalle ore 11.

Da fnsi

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