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Strage Ustica e Bologna: ennesimo depistaggio contro la verità

 

Dal cappello di prestigiatore di Giovanardi non esce nessun coniglio bianco, ma l’ennesimo depistaggio contro la verità. Comunque un raggiro per ingannare  la pubblica opinione. Giovanardi, con qualche altro sodale, usando molto impropriamente il suo ruolo di membro  della Commissione d’inchiesta sui 55 giorni della prigionia dell’On.Aldo Moro, afferma di aver visionato documenti segretissimi che contengono verità su Ustica e Bologna.

Intanto secondo la legge non dovrebbero esistere documenti segreti su queste due stragi e altri commissari della stessa commissione assicurano che i documenti in questione non hanno nessun riferimento a Ustica e Bologna. Anche i responsabili dei Servizi, ribadendo il loro impegno per attuare la circolare Renzi sulla desecretazione degli atti, confermano che non ci sono elementi su Ustica e Bologna. Comunque  l’Associazione di Ustica, che più o meno apertamente viene accusata di nascondere, non ha diritto di visionare le carte. Siamo in una situazione incredibile sulla quale dovrebbero porre attenzione lo stesso presidente della Commissione Moro e i Presidenti di Camera e Senato.

Giovanardi si è autoprodotto una zona “franca”,  un trampolino di lancio favorevole dal quale può riprendere la sua battaglia contro le Sentenze di Bologna e di Ustica. Infatti  subito trova alleati, ampi spazi sui giornali per continuare ad affermare che il DC9 è stato abbattuto da una bomba, questa volta palestinese, proprio come, continua, quella scoppiata alla stazione di Bologna.

Immancabilmente si schierano con lui generali dell’Aeronautica in pensione, e si fa avanti quel Zamberletti che da anni va sostenendo, mai preso in considerazione da nessuno, nemmeno dai Governi di cui ha fatto autorevolmente parte o dalle Commissioni d’inchiesta di cui è stato membro, che la bomba di Bologna è la ritorsione di  quel trattato che lui firmava per la neutralità di Malta. A questo,  per stare al coro con Giovanardi aggiunge anche una bomba per Ustica. Tutti con un obiettivo ben chiaro scardinare le Sentenze già emesse dalla Magistratura con l’aggiunta poi di accusare la stessa Magistratura, il Governo, perfino le Associazioni dei parenti di nascondere la verità.

Bisogna fare attenzione alla pericolosità della manovra, al depistaggio, proprio perchè conquista pagine dei giornali, insinua dubbi e relega in un angolo, anzi costringe al silenzio le Associazioni che non hanno accessi alla  documentazione e nello stesso tempo sono accusate di nasconderla. Il dato più grave è che l’opinione pubblica viene portata a chiedere di sapere l’”inesistente” verità delle carte di Giovanardi e a non  prestare attenzione alle difficoltà vere della inchieste della Procura di Roma che vuole accertare la responsabilità effettiva, la targa dell’aereo che ha colpito il DC9 di Ustica e non trova le carte, la collaborazione  degli alleati, per capirci Francia e Usa.

Bisogna riflettere, chiedere ai Presidenti e ai componenti delle Commissioni comportamenti più corretti, agli operatori dell’informazione più professionalità e più attenzione al senso delle cose, ma soprattutto capire che si tratta ancora una volta della battaglia per la verità su Ustica e sulla stazione di Bologna.

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