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La replica alla battuta di Grillo sul sindaco di Londra: “Noi siamo le prime vittime del terrorismo, facciamo saltare in aria solo i pregiudizi”

 

La parole di Beppe Grillo su Sadiq Khan che indignano la comunità pakistana

Di Ejaz Ahmad

Beppe Grillo durante il suo show in giro per l’Italia lancia una battutaccia sul nuovo sindaco di Londra, musulmano e di origini pakistane, Sadiq Khan.

Il politico abilissimo nella comunicazione e ancora più tagliente nel suo terreno prediletto, la satira, si discosta da tutti i commenti favorevoli a un sindaco allo stesso tempo musulmano, moderno, femminista e pro diritti civili, oltre che gay, affondando in quel timore che nessuno ha avuto il coraggio di pronunciare: il terrorismo. Infatti prima dice come sia un fatto positivo che sia stato votato in maniera così netta come primo cittadino di Londra, ma lo deride definendolo “un bangladesciano”, poi in coda, getta la provocazione dal sapore chiaramente xenofobo e islamofobo: «Voglio poi vedere quando si fa saltare in aria a Westminster…».

La comunità pakistana in Italia esprime la sua indignazione per le sarcastiche battute del fondatore del movimento politico 5 Stelle. Come è possibile che un movimento composto da giovani generazioni dinamiche e intelligenti abbia permesso di insultare un sindaco che non ha nessuna colpa nei confronti di M5S? Prima di tutto Beppe Grillo dovrebbe decidere se essere un comico o un leader politico. In tutti i due casi non può insultare una persona che non conosce.

Caro Grillo, Sadiq Khan non è bengalese, ma proviene da una famiglia umile e onesta di origine pakistana. Dal 1971 il Bangladesh non fa più parte del Pakistan, e i suoi cittadini sono bengalesi, non banglasciani. Sadiq Khan non ha bisogno di far saltare in aria Westminster perché l’ha già fatto!!! Lui, che racchiude un meraviglioso crogiuolo di identità: musulmano, pakistano, inglese, avvocato e padre ha già fatto saltare tanti tabù, pregiudizi e stereotipi.

Io spero che un giorno anche in Italia faremo saltare questi preconcetti e slogan popolari che hanno animato i partiti xenofobi e islamofobi, e tra questi da oggi possiamo inserire anche il tuo. Mi rivolgo agli italiani per chiedere di non cadere nelle trappole del pregiudizio, ma di conoscere i loro vicini di casa pakistani, musulmani e di abbracciare la sfida per costruire un paese moderno arricchito da molteplici identità. Il pregiudizio, purtroppo, è il frutto dell’ignoranza e della chiusura.

Da cartadiroma

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