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Gli indicatori demografici dicono che la ripresa è lontana

 

Nascite ai minimi storici, aumentano partenze verso l’estero

ROMA – I dati sugli indicatori demografici nel nostro Paese rispecchiano una situazione di crisi che perdura da anni. Le nascite sono ai minimi storici dall’Unità d’Italia, complici anche i costi esorbitanti per mantenere un figlio monitorati dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori: nel primo anno di vita, nel 2015, una famiglia ha speso tra 6.809 e 14.852 Euro, con un aumento del +1%/+3% rispetto al 2014; dalla nascita ai 18 anni la spesa raggiunge la cifra esorbitante di 169.680 Euro.

L’Istat rivela inoltre che, Italiani che lasciano il nostro Paese, nella maggior parte dei casi per cercare nuove opportunità di lavoro, sono aumentati del 12,4% rispetto al 2014.

Basta guardare a tali indicatori per capire la difficoltà ed il disagio delle famiglie, che devono rinunciare persino a costruire una famiglia a causa della mancanza di risorse per poterla sostenere. “Scelte dolorose e sofferte, che sicuramente trovano la causa nella grave carenza di politiche tese a sostenere i redditi delle famiglie ed a rilanciare l’occupazione.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Se davvero il Governo si decidesse ad avviare un Piano Straordinario per il Lavoro, come richiediamo da tempo, si avrebbe un quadro decisamente meno sconfortante ed in controtendenza rispetto all’andamento attuale. Per questo è urgente, inevitabile, che il Governo avvii misure concrete atte a stanziare investimenti pubblici (in assenza di quelli privati) destinati allo sviluppo tecnologico ed alla ricerca; – alla realizzazione di opere di messa in sicurezza di scuole e ospedali e di modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti;   all’avvio di un piano di sviluppo e valorizzazione dell’offerta turistica nel nostro Paese.

Sarà possibile parlare di una vera ripresa solo quando si innescherà un rilancio sul fronte occupazionale, creando nuovi redditi ed alleggerendo il carico delle famiglie (che attualmente rappresentano le uniche forme di welfare impegnate a sostenere figli e nipoti disoccupati, con un costo di circa 400-500 Euro al mese).

Da dazebao

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