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Ciao Astrit

 

Ci ha lasciato oggi l’amico e collega Astrit Dakli. Per oltre trent’anni ha lavorato al quotidiano “il manifesto“. È stato inviato in Unione Sovietica e in Russia dal 1989 al 2009. Articolo21 piange la scomparsa di un grande e serio professionista dell’informazione e si stringe in un grande abbraccio alla compagna di vita Luisa Betti, nostra amica, collega e collaboratrice che le è stata sempre accanto, in una lotta quotidiana contro la brutta malattia che ha segnato gli ultimi anni della sua vita..

L’amico e collega Andrea Tornago che ha lavorato con lui al Manifesto ci ha inviato un ricordo di Astrit che pubblichiamo di seguito:

“Ieri sera se n’è andato il collega e amico Astrit Dakli. Ho incontrato Astrit Dakli nel 2005, quando il manifesto era ancora nella sede storica di via Tomacelli, nel cuore della città. Lavorava all’ufficio centrale e curava l’ultima pagina del giornale, “Storie”. Ci sedemmo su un divanetto all’ingresso e si stupì di vedermi così giovane. Ma poi disse serio: “Il testo mi sembra buono, pubblichiamo la pagina”. Al manifesto a Roma tornai qualche anno dopo, la redazione era già piena di scatoloni: cominciava il trasloco verso la nuova sede di Trastevere. Astrit mi è sempre sembrato un uomo d’altri tempi, una forza del passato. Silenzioso, gentile nell’animo, serio. Per lui contava solo la cosa, la notizia, il “buon testo”. Non altro. “Cos’hai da dire?” sembrava chiedesse con il suo sguardo sottile…guardava quello. Non ho più incontrato un caporedattore come lui. Astrit è il mio ricordo migliore di quel giornale che ho tanto amato. Ciao, Astrit” (Andrea Tornago)

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