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“Il confronto con gli altri Paesi sui diritti? Ne usciamo male” Intervista a Riccardo Iacona

 

“Presa Diretta” raddoppia, due inchieste ogni settimana per un’edizione ancora più ricca di contenuti giornalistici. Il programma di Riccardo Iacona è tornato in onda il 10 gennaio, in diretta, in prima serata, sempre su Rai3. Undici nuove puntate con ventidue inchieste per raccontare il nostro paese con i temi più caldi dell’attualità.  Le urgenze legate alla salute, la battaglia dei vaccini, gli interessi in gioco nella partita globale del riscaldamento del clima. E poi le tante questioni che riguardano il sociale e l’economia. E’ lo stesso Riccardo Iacona a raccontare al Radiocorriere Tv la nuova, corposa, edizione di “Presa Diretta”.

Nelle prime puntate avete iniziato parlando del caso Xylella, il batterio killer che uccide gli olivi italiani.
E’ un tema di stretta attualità ed è importante capire come è stata gestita l’emergenza. Ci siamo domandati se fossero davvero indispensabili quegli interventi radicali irreversibili che prevedevano di abbattere tutti gli alberi nei 103 ettari attorno a ogni pianta malata. Alberi che non cresceranno più… Prima di buttare giù un patrimonio di undici milioni di alberi, di cui cinque milioni sono secolari, bisogna pensarci bene.

In questa nuova edizione moltiplicate i vostri approfondimenti. Vi occuperete di sicurezza ad esempio. Con quale taglio?
Abbiamo scelto di parlarne accendendo i riflettori non tanto sulle forze dell’ordine tradizionali ma di un settore particolare: gli istituti di vigilanza, un esercito di quarantamila guardie armate che fanno una vita infame. Loro non sostituiscono certo la polizia ma fanno un lavoro prezioso, davanti alle banche, agli uffici postali, ai tribunali, partecipano in maniera significativa a garantire la sicurezza del paese. Però lo fanno senza gli automezzi necessari a disposizione, con turni prolungati senza riposarsi…

Per parlare della prostituzione siete andati in Germania. Perché questa scelta?
Volevamo fare un bilancio a dieci anni dalla legalizzazione. E’ un dibattito aperto, anche in Italia.  Molti pensano che togliere le ragazze dalle strade e creare zone di protezione sia, per queste donne, la soluzione migliore. E allora dobbiamo cercare di capire se è effettivamente così o se, al contrario, questo non abbia aumentato il traffico di esseri umani in veri e propri bordelli.  O se il tema non debba essere quello della prevenzione, al fine di diminuire l’esercito di uomini che hanno bisogno di comprare prestazioni sessuali e di abusare del corpo delle donne in case chiuse.

Nel confronto fra l’Italia e gli altri Paesi il nostro come ne esce?
Sul piano dei diritti male. Penso ad esempio al tema delle unioni civili: non si tratta semplicemente di dare forma giuridica ad una relazione omosessuale. Il tema vero sono i bambini e su questo fronte non c’è paragone rispetto alla normativa di paesi come gli Usa nei quali le coppie omosessuali hanno la possibilità di adottare o di concepire attraverso madri surrogate.

Avete sempre avuto i riflettori puntati sulle guerre e sulle situazioni di instabilità internazionali. Riguarderà anche questa edizione?
Ovviamente sì. Ci occuperemo della guerra permanente tra il Califfato e il resto del mondo, con incontri e interviste in esclusiva e reportage dalle zone calde del conflitto che da cinque anni infiamma la Siria. La stessa coalizione anti Isis ha obiettivi diversi ed è indispensabile mettersi d’accordo almeno su un obiettivo a medio termine: cosa fare della Siria? Rischiamo che ognuno intraprende la sua guerra personale sparando magari con fuoco amico come è successo tra Turchia e Russia quando è stato abbattuto il cacciabombardiere.

C’è una rubrica nuova a “Presa Diretta” dal titolo “Per la precisione” dove fornite strumenti di approfondimento. Qual è l’obiettivo?
Ogni settimana pubblichiamo i materiali con i quali costruiamo i nostri reportage. I rapporti, le pubblicazioni scientifiche… Non solo per palesare le nostre fonti ma anche per consentire al pubblico, che ha tempo e voglia di farlo, di approfondire alcuni temi.

Intervista di Stefano Corradino pubblicata sul Radiocorriere Tv

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