Il giardino della memoria. Magistrati e cronisti contro la mafia. Palermo 19 dicembre

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A Palermo, nella borgata periferica di Ciaculli, in un appezzamento di terreno confiscato nel 1993 ad un uomo accusato di avere fatto parte della mafia palermitana, è stato realizzato il <Giardino della Memoria> dedicato a tutte vittime cadute per mano mafiosa. L’iniziativa si deve al giornalista Leone Zingales – all’epoca presidente del Gruppo siciliano dell’Unci-Unione nazionale cronisti italiani – che, nel 2004, ha coinvolto la sezione distrettuale dell’associazione nazionale magistrati, in quel tempo presieduta dal magistrato Massimo Russo. Periodicamente magistrati e cronisti piantano nel giardino alberi a ricordo delle vittime (giornalisti, imprenditori, forze dlel’ordine, magistrati, sindacalisti, ecc:, uccisi dalle cosche mafiose) e vi collocano anche delle targhe commemorative. A dare impulso all’iniziativa, unica nel suo genere in Europa con queste modalità (cronisti e magistrati insieme a gestire un bene confiscato) è stato l’allora prefetto di Palermo, Giosuè Marino. Nel sito – che è di proprietà del Comune di Palermo – ri recano in visita anche le scolaresche che lo hanno inserito nei ‘percorsi’ di studio nell’ambito dei progetti di ‘educazione alla legalità’.
Il ‘Giardino della Memoria’ di Ciaculli è stato inaugurato ufficialmente il 5 gennaio 2005. Quel giorno, alla presenza del figlio Claudio, è stato piantato un albero dedicato al giornalista e scrittore Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia a Catania nel 1984. In una porzione dell’appezzamento (che è vasto 25 mila metri quadrati) è prevista la costruzione di un museo della mamoria dedicato a tutte le vittime (e nel progetto è stata coinvolta la Fondazione ‘Falcone e Morvillo’ presieduta da Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nel 1992). Il 15 giugno del 2007 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato nel ‘Giardino della Memoria’ di via Ciaculli e si è incontrato, oltre che con i cronisti ed i magistrati che gestiscono il bene confiscato, con i familiari delle vittime della mafia.

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L’Unione Nazionale Cronisti Italiani (il cui acronimo è UNCI) è un organismo sindacale che rappresenta i giornalisti italiani impegnati professionalmente in quel particolare settore dell’informazione che è la cronaca, sia essa cittadina, nazionale o internazionale, nell’ambito del sindacato unico e unitario dei giornalisti, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI). L’UNCI si batte per la difesa dei diritti dei giornalisti e la libertà di informazione, presupposto indispensabile della democrazia. L’UNCI è composta da gruppi regionali e, secondo i dati del 2013, ha raggiunto oltre 1.500 iscritti. La sede è a Roma in Corso Vittorio Emanuele 349 (cap 00186 – tel 06/680081 – fax 06/6871444). Presidenti dell’Unione sono stati Vittorio Reali, Piero Passetti, Marcello Marrocco, Guido Columba l’attuale presidente è Alessandro Galimberti (in carica dal maggio 2005). Vicepresidenti nazionali sono attualmente la toscana Ilaria Bonuccelli ed il siciliano Leone Zingales. L’UNCI , come gruppo di specializzazione, fa parte della FNSI e di conseguenza aderisce alle Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ, acronimo di International Federation of Jounalists) la più grande federazione che riunisce sindacati e associazioni di giornalisti in tutto il mondo.