Giulietti, una insopprimibile attitudine alla terzietà

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Sono stato felice dell’elezione di Beppe Giulietti alla presidenza della FNSI, del suo ritorno dall’esilio veneziano ad occuparsi di una realtà pur rigenerante come quella degli sport minori del Veneto. Avendolo conosciuto mentre eravamo contestualmente lui parlamentare ed  io segretario generale della Camera dei deputati, sono via via diventato suo estimatore ed amico per una qualità che molti, attaccati alla superficie delle cose, stenteranno a vedere in lui, e che forse lui stesso non mette tra i suoi connotati professionali e morali. Ho apprezzato, di Beppe, una insopprimibile attitudine alla terzietà ,la merce più rara in questo paese ,e quella di cui più vi è bisogno. Come, lui uomo di parte dichiarata ed esibita? Proprio lui, per chi intenda la terzietà soprattutto come autonomia e indipendenza nelle proprie scelte, decisioni, prese di posizione. Un’esigenza interiore, etica. Autonomia ed indipendenza sono le basi della terzietà, il pilastro, e sono compatibili con una forte e genuina passione politica. Sarà un grande presidente, come è grande è stato altrove.