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La tortura psicologica dell’Isis: «Ci dicevano: diventerete dei kamikaze». INTERVISTA A UN BAMBINO YAZIDI – IL VIDEO

 

Dakhil ha dieci anni. Seduto a gambe incrociate sul materasso con la scritta «buona fortuna», racconta come ha passato l’ultimo anno. «Gli uomini dell’Isis mi picchiavano con i cavi della luce. Dappertutto: sulla schiena, le mani, le gambe. Ci picchiavano durante l’addestramento e quando non imparavamo bene il Corano, ma anche senza motivo. Dicevano che ci avrebbero mandato a uccidere i miscredenti, gli yazidi e il Pkk. Ci dicevano: diventerete dei kamikaze». La voce è ferma, le mani a tratti tremano. È successo in un posto che si chiama maahad, l’Istituto, una scuola dell’Isis dove Dakhil (nome falso, per ragioni di sicurezza) era stato imprigionato, al confine turco-siriano, insieme a un centinaio di altri bambini yazidi dai 5 ai 16 anni, indottrinati perché combattessero contro il loro stesso popolo. (Corriere della Sera)

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