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“Prima i nostri…” La Svizzera svolta a destra

 

La Svizzera vicina, paese decisivo per la nostra emigrazione stagionale e non solo (ci sono stati di frequente nostri connazionali che sono rimasti lì per molti anni) va più a destra di noi.

Composta dalla estrema destra populista e antieuropeista dall’Unione di Centro e dal Sud Tyroler Volkaspartei, grazie a una campagna elettorale concentrata, in maniera quasi esclusiva, sul tema dell’immigrazione e del diritto di asilo, ha portato la sua rappresentanza a 65 seggi con argomenti che assomigliano molto a quelli che usa il leader  della Lega Nord Salvini nel nostro Paese.

Si va dagli slogan generici come “Restiamo liberi” o “Prima i nostri” fino a promettere nuove limitazioni dell’immigrazione passando per l’approvazione di regole fatte per negare il patrocinio legale gratuito ai richiedenti asilo in nome della chiusura al mondo e del mantenimento dello stato delle cose come stanno. Appare in crescita anche l’altra formazione di destra, il PLR che guadagna tre seggi nella Camera bassa che vedeva i consensi in calo costante da più di trent’anni. E che ora ha guadagnato un punto rispetto al passato portandosi sopra al 16 % con il 33% in consiglio nazionale.

Il PLR, pur senza arrivare alle espressioni dell’UDC, è andato verso la radicalizzazione delle sue posizioni, spostando il baricentro della propria politica più a destra, trovando in questa strategia una buon rimedio contro l’emorragia di voti. Alla luce dei risultati che, in generale, premiano l’area di destra l’UDC ha fatto sapere di “essere pronta ad assumersi maggiori oneri di governo” in vista delle elezioni del Consiglio Federale previste per il prossimo 9 dicembre. In Svizzera, infatti,

i rappresentanti del governo non sono espressione soltanto della maggioranza parlamentare, ma rispecchiano le forze che compongono il parlamento così che tutti i maggiori partiti esprimono almeno uno dei sette consiglieri federali. I nuovi equilibri perciò potrebbero determinare l’ingresso nel governo di “almeno un altro consigliere dell’UDC” accanto a Ueli Maurer che verrà proposto per un altro mandato. E a farne le spese sarà probabilmente Eveline Widmer-Schlumpf , espressione di un partito di centro che non ha confermato l’exploit delle precedenti elezioni scendendo sotto il 5 %. La richiesta di una maggiore rappresentanza nel Consiglio Federale per l’UDC Ë stata già appoggiata pubblicamente anche dal PLR. A destra mantengono i propri seggi i rappresentanti della Lega dei Ticinesi, alleati dell’UDC in Canton Ticino, la regione di lingua italiana dove i leghisti sono il secondo partito e crescono ancora rispetto alle precedenti elezioni federali facendo registrare il 21,68%.

Da questo lato del confine la sterzata a destra della confederazione elvetica potrà far sentire i suoi effetti, oltre che sulle politiche migratorie e sui rapporti con l’Unione Europea, anche sulla gestione del frontalierato fenomeno che dura da molti anni e che si traduce nel fatto che UDC e Lega dei ticinesi non hanno fatto mai mistero del proposito di voler limitare l’accesso di lavoratori italiani in terra elvetica (ora quelli stagionali e giornalieri sono circa 65mila).

Insomma, la situazione peggiora e può diventare difficile anche per una parte di lavoratori italiani che da molto tempo vivono nel nostro Paese e lavorano in terra elvetica. Non c’è che aspettare per rendersene conto.

(nella foto Magdalena Martullo-Blocher, leader della destra svizzera)

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