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Gufi di tutto il mondo unitevi

 

Terremoto Labour L’anti Blair Corbyn è il nuovo leader Titolo, d’apertura sulla Stampa. “Un vecchio socialista inparlamento da 32 anni e che per tutto il tempo si è mostrato infedele alla leadership del suo partito… una decisione suicida”, scrive Bill Emmot. AntonioPolito, a lungo corrispondente da Londra, è caustico: “è come se Gino Strada fosse stato eletto leader del Pd”. Così “si amplia – dice- il frontepopulista”, ma nel testo ammette che sta crescendo “la voglia di dar voce a unsentimento: la rivolta dei piccoli e deboli contro l’establishment, la rabbia contro l’uno per cento dei ricchi che l’hanno sempre vinta, l’insofferenzacontro una economia in cui, anche dopo la Crisi, c’è più inuguaglianza, menolavori e sempre più immigrati a contenderli”. Un fantasma si aggira perl’Europa (anche in America, con Sanders), vuole dar voce a chi non ne ha. Ieri Francescoha detto ai fedeli: “non sia il capitalismo a comandare sugli uomini”. Poiché è proprio questo che accade, subiamola dittatura dei mercati e delle banche centrali che li finanziano sempre più di frequente per evitare che cadano in crisi di astinenza e si imbizzarriscano. E’ come se il Papa, come Corbyn, dicesse no allo stato presente delle cose.

Senato, Pd bloccato tra mediazioni e veti.Titolo del Corriere che copre un sondaggio di Pagnoncelli. Il 73% degliitaliani preferisce che il senatori siano eletti direttamente dai cittadini, il 67% vuole che il Senatoabbia potere di veto su poche leggi,tra cui quelle costituzionali ed elettorali, il 64% vuole che si superi ilbicameralismo paritario. Insomma Mineo, Tocci, Casson e gli altri senatori cheperdevano tempo “per non perdere la poltrona”, come ebbe a dire un simpaticochiacchierone, avrebbero oggi il consenso di due italiani su tre. Meglio allorafare il grande slam a New York,grazie a Pennetta e Vinci. La pallina va a “destra, sinistra, destra, sinistra”.“Sono nel mio centro”, dice, secondo Giannelli,  il chiacchierone e viaggiatore intercontinentale (in leasing, naturalmente).

Quando il gioco si fa duro i duri cominciamo a trattare. Pare sia successo ieri, con Giorgio Tonini, ora dispostoa una modifica dell’articolo tabù, il 2 che precede consiglieri e non senatori eletti. Tonini è un cattolicostalinista. Quando provai a dire che Napolitano avrebbe potuto conferire a Bersani l’incarico pieno da premier, mi definì via twitter “penoso”. Più volte, nel gruppo del Senato, ha invocato provvedimenti contro noi disobbedienti. Non è un fesso  però, e credoche provi, in cuor suo, disgusto, per i tanti convertiti al renzismo che blaterano di riforme perfare carriera. Così proprio lui si dice disposto a cedere qualcosa; benintesoil minimo. Chiti a Repubblica e Gotor al Corriere si dicono sorpresi e offrono dialogo. Quanto a me –lo sapete- 100 senatori,pure eletti con laproporzionale, mi sembrano pochini davanti a 630 deputati selezionati, secondo i desideri del premier, conl’Italicum. Però il principio conta e la narrazione renziana dovrebbe mutare. Ese poi si decidesse che senza i due terzi dei voti non si può eleggere il Presidentedella Repubblica (o si scioglie il Parlamento o si sottopongono alla scelta popolare diretta i 2 candidati più votati), l’impianto della Costituzione sarebbe salvo.

Il posto lontano da casa non spaventa iprof. Solo 244 dicono di no”. Solo?  Ma dove vivono i titolisti di Repubblica? Questa è gente che vive di stipendio.Saltando da Marsala a Bergamo, sacrificherà il figlio unico o finirà perdivorziare, ma non si condannerà a vivere di assistenza. Quando ci fosse ancora qualcunoin grado di assisterti. Dunque fa di necessità virtù e accetta. Poi si metterà in malattia,magari farà il minimo in classe e passerà la vita tra ricorsi etribunali. Forse farà fronte comune con gli insegnanti di Bergamo, che vivono con la famiglia ma rifiutano anche loro la legge. Capisco la voglia dicompiacere il governo, ma consiglio prudenza ai miei colleghi.

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