Profughi: 71 cadaveri e un mutismo assordante sull’autostrada austriaca

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Un mutismo assordante e settantuno cadaveri abbandonati in un camion lungo la corsia d’emergenza dell’autostrada A4 in Austria. Settantuno esseri umani, presumibilmente in fuga dalla Siria, dalla caduta di una terra meravigliosa tra l’indifferenza di un mondo dal cuore cieco.
Uomini, donne e bambini assassinati così come accade ormai  quotidianamente in mare o lacerati dal filo spinato dei muri eretti in un’Europa incapace di amore per l’umanità. E poco importa ora se la morte sia sopraggiunta per soffocamento all’interno di quella cella frigorifera destinata ai polli o prima in qualche altro luogo sconosciuto.
La morte è l’unica certezza per questa popolazione innocente in cerca di un altrove in cui tornare a sperare, e l’ Europa si inganna se crede che lo sdegno esibito nelle parole di circostanza pronunciate dopo ogni tragedia possa bastare a emendare la propria colpa, a mettersi la coscienza in pace.
Profughi, persone costrette ad aggrapparsi con dignità alla deriva del proprio destino, offesi, sfruttati e derisi da uomini che confondono la guerra con una vacanza felice.
Non c’è scelta nei loro viaggi sventurati e la memoria corta di chi ha vissuto il dolore di un esodo forzato lascia senza respiro e rende tutti colpevoli.

 


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