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Musei italiani, una svolta che lascia il segno

 

Comunque la si voglia giudicare la svolta c’è. Di quelle che lasciano il segno. Sono stati resi noti, oggi, i nomi dei 20 direttori dei principali musei italiani. Al concorso, per titoli, avevano partecipato 1200  italiani. A fronte di 80 stranieri.  In una fase successiva erano stati selezionati dieci nomi per ciascun museo. Che, a inizio estate, avevano sostenuto un colloquio di fronte  a una commissione presieduta dal presidente della Biennale, Paolo Baratta. Oggi i risultati. Gli stranieri sono 7 tutti in area UE ( 3 tedeschi, 2 austriaci, 1 britannico, e 1 francese) . Un terzo del totale e su questo si appuntano le critiche di Lega,  Forza Italia e M5S . L’ età media è di  50 anni. Rispettata la par condicio: 10 uomini e dieci donne. 14 sono gli storici dell’arte; 4 gli archeologici; 1 museologo manager e  1 manager; 4,  tutte donne,  rientrano dopo esperienze all’estero, tre negli Stati Uniti e 1 dalla Francia.

Tra tanti rivolgimenti, che azzerano tutta una classe dirigente, in gran parte proveniente dalle soprintendenze, una sola riconferma: Anna Coliva alla Galleria Borghese di Roma. Oltre a questa le nomine “ di peso” riguardano gli Uffizi dove va Elke Schimdt  (nella foto), tedesco (forse la nomina più sorprendente);  la Pinacoteca di Brera di Milano assegnata a James Bradburne , inglese, già direttore di Palazzo Strozzi a Firenze; le Gallerie dell’Accademia di Venezia dove approda Paola Marini, fino ad oggi direttore del Museo di Castelvecchio di Verona; il Museo di Capodimonte  a Napoli  è assegnato al francese Sylvain Bellenger; la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma a Cristina Collu; le Gallerie  Nazionali d’Arte Antica , sempre di Roma di Roma a  Flaminia Gennari Santori. Il settore archeologico annovera il Museo Nazionale di Napoli assegnato a Paolo Giulierini; di Reggio Calabria a Carmelo Malacrino; di Taranto a Eva Degl’ Innocenti a cui vanno aggiunti il parco archeologo di Paestum,  attribuito al tedesco,  Gabriel  Zuchtriegel il più giovane in assoluto con i suoi 34 anni. Alla reggia di Caserta Mauro Felicori, manager.

Per Firenze anche le nomine della tedesca Cecilie Hollberg  alla Galleria dell’Accademia e  di Paola D’Agostino al Museo del Bargello.

Completano l’elenco gli incarichi dell’austriaco Peter Aufreiter alla Galleria Nazionale delle Marche (Urbino); di Marco Pierini alla Galleria Nazionale del’Umbria (Perugia) nonché di Martina Bagnoli alla Gallerie Estense (Modena).

Al Palazzo Ducale di Mantova arriva l’austriaco Peter Assmann; al Palazzo Ducale  di Genova Serena Bertolucci. Infine  Enrica Pagella  andrà a dirigere il Polo Reale di Torino.
I direttori di musei di prima fascia,  come gli Uffizi,  Brera e le Gallerie dell’Accademia, percepiranno un compenso di 145.000 euro ( lordi ) all’anno. Quelli di seconda fascia 78.000 euro, sempre lordi.
Completato quest’ultimo tassello,  è urgente procedere al riordino e, soprattutto, all’assegnazione degli incarichi dei dipendenti della Soprintendenza,  inquadrati nelle nuove strutture dei Poli Museali Regionali.

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