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L’Italia nel pallone. Caffè

 

La metafora del calcio. Il trastullo nazionale degli italiani è invecchiato, come l’Italia. Mezzo secolo fa il pallone era il rito della domenica: silenzio in città, la mattina a messa poi allo stadio, tutto il calcio minuto per minuto, la schedina per il “13”. Ora si gioca ogni giorno, anche a mezzogiorno, e si scommette ovunque e su tutto, anche sulle partite dei dilettanti, dove “la palla è rotonda”, come diceva Biscardi, ma là bastano quatto soldi per addomesticarla e far vincere chi deve. Ndrangheta? Sì, nostra sorella ndrangheta che smuove la terra e risparmia sul cemento, seppellisce rifiuti, gestisce ogni vizio quotidiano.“Tutto il calcio è truccato”,Fatto.“Patto segreto e partite vendute”, Repubblica.

Sky Mediaset, il duopolio. 50 anni i padroni del calcio Agnelli e Moratti, che spendevano molto per Omar Sivori e Benito Suarez, facevano il tifo e la passione gli tornava sotto forma di popolarità e consenso. Poi è arrivato Berlusconi: calcio, televisione, informazione. Ora l’autorità anti trust ritiene che Sky Mediaset e la Lega Calcio chiuso un patto segreto per mangiarsi la torta del calcio. “Sky e Mediaset, le ipotesi d’ccordo. Spunta una cassaforte comune”, Corriere. Si chiama Infront Italia, società che gestisce diritti televisivi. Con un manager, Bogatelli, che aveva cominciato all’ombra del B, ora controlla una mutlinazionale con capitali cinesi e interessi americani. Macchina da soldi in un capitalismo senza regole, invecchiato all’ombra del conflitto d’interessi, con troppi complici e senza opposizione.

Ora, Rai Educational. Sì, ora la Rai può anche chiudere. Per un quarto di secolo è stata la gamba pubblica del duopolio che sorreggeva gli interessi del B. Si è fatta più povera di idee, più volgare, più commerciale, ma è sopravvissuta, all’ombra del  vecchio duopolio. Ora che il nuovo duopolio è privato, non serve più. Ora il governo ne rivendica il controllo totale: un amministratore delegato che risponda solo al premier. La prossima mossa, abolire il canore. Che bel bonus! Poi, forse, la minacca di togliere i tetti pubblictari alla Rai, perchè B, colpito al portafogli, torni nazareno. Qualche esubero, meno soldi, guai per i gufi di Report e Presa Diretta, e… Rai Ediucational.

Pensioni libere L’ha detto Renzi a Porta a Porta e il Corriere ne ha fatto un titolo. Che vuol dire? Che si potrà andare in pensione prima dei 65 anni ma rinunciando a una parte dell’assegno (pare intorno al 25%).  Che le pensioni saranno ricalcolate e depurate dai regali del vecchio retributivo. “É di 46 miliardi il conto del retributivo”, scrive il Sole. Così si daranno soldi ai poveri e lavoro ai giovani, dice lo storytelling. Ma attenzione: “Il mito della giustizia sociale può essere un alibi ingannatore”, scrive Polito sul Corriere. “Accendere l’invidia sociale tra classi di età e categorie di lavoro può essere utile per dividere e imperare sull’opinione pubblica, ma danneggia gravemente la coesione nazionale”

Prove di politica a 5 stelle. Sulla scuola non hanno fatto ostruzionismo. Così ieri è stata stralciata la norma sul 5 per mille: avrebbe approfondito il divario tra le scuole dei bei quartieri e di quelle “dove il buon Dio non dà i suoi raggi”. Sì invece -contro  5 stelle e minoranze Pd- al potere ai presidi. Con una modifica che peggiora addirittura la norma: per valutare i docenti il preside sarà affiancato da 2 insegnanti 1 genitore, 1 studente. Cos’è, un soviet? Leggete, vi prego, il commento di Mariapia Valadiano su Repubblica. Al Senato, intanto, è stata approvata una legge sugli ecoreati, con i voti del governo e dei 5 Stelle e l’opposizione delle destre. Di Maio non si ferma, promette promette flessibilità politica pure per portare a casa il salario di disoccupazione, ma non baratti sulle altre riforme. Se son rose….

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