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“Proteggere le persone, non i confini” Il 3 ottobre a Lampedusa per ricordare le 386 vittime del Mediterraneo

 

Oggi 3 ottobre a Lampedusa si svolge la Prima Giornata della Memoria e dell’Accoglienza organizzata dal Comitato Tre Ottobre e dal Comune di Lampedusa e Linosa. Ad un anno dalla strage in cui persero la vita 368 persone, i superstiti ed i familiari delle vittime torneranno sull’isola per ricordare. Le persone morte o scomparse nel Mediterraneo negli ultimi vent’anni sono oltre 20mila – si legge sul sito del Comitato 3 ottobre – , ed il naufragio del 3 ottobre scorso è stato solo uno di una drammatica serie. Tuttavia, per la prima volta, le 368 bare allineate hanno costretto il mondo ad aprire gli occhi davanti a questa tragedia. Il 3 Ottobre è una giornata dedicata al ricordo, ma oggi più che mai è chiaro che non può essere solo questo. In primo luogo perché ancora non si è arrivati ad una definizione delle procedure di riconoscimento, tragedia nella tragedia per le famiglie che non sanno dove piangere i propri cari. Solo ora, ad un anno di distanza si è finalmente messo in moto un meccanismo che porterà alla definizione di una procedura da adottare per tutti i naufragi. Ma soprattutto, il primo anniversario di quella tragedia si porta dietro un bilancio di morte che non può essere considerato fisiologico. Dall’inizio dell’anno ad oggi sono circa 3,000 le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo, nonostante gli sforzi compiuti da Mare Nostrum. Un numero che non lascia spazio ad alcun dubbio: fino a quando l’Europa non prenderà atto che è necessario proteggere le persone non i confini, in migliaia continueranno a morire”.
“Articolo21 – commenta il portavoce Giuseppe Giulietti – aderisce e partecipa alle iniziative del Comitato 3 ottobre con la convinzione che una informazione seria e di qualità sia importante anche per diffondere i temi dell’accoglienza, per superare le paure. Dobbiamo ringraziare i cittadini di Lampedusa che costruiscono ponti e non muri”.

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