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Ue: 3 milioni di vittime sul lavoro ogni anno. Grazie alla Tgr Rai per settimana su sicurezza

 

Il 6 Giugno 2014, praticamente una settimana fa, la Commissione Europea ha presentato il rapporto sul quadro strategico in materia di sicurezza sul lavoro per il periodo 2014-2020.
Ed è venuto fuori che ogni anno, in UE ci sono più di 3 milioni di lavoratori sono vittime di gravi infortuni sul lavoro, 4 mila dei quali mortali: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-641_it.htm
La cosa che nessuno dice, che oltre 1/4 degli infortuni mortali sul lavoro di tutta l’Unione Europea, avvengono (purtroppo) in Italia, nonostante l’Inail ci dica che ogni anno sono in calo (quando invece so no in aumento).
Anche l’anno scorso, oltre 1300 morti sul lavoro, secondo i dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna, diretto dall’amico Carlo Soricelli, che non mi stancherò mai di dirlo, fa un lavoro eccezionale, rinunciando a buona parte del suo tempo libero, per aggiornare e denunciare sul suo blogtutti i morti sul lavoro che ci sono ogni giorno in ogni parte d’Italia: l’hanno definita la “strage nell’indifferenza” e mai parole furono più vere, visto che nonostante ci siano tutti questi morti sul lavoro ogni anno, se ne parla raramente o quando ci sono grandi stragi sul lavoro e la cosa più grave è, che chi di dovere fa poco o nulla per cambiare tale situazione.

L’ho ripeto nuovamente (fino allo spasimo, chissà che qualcuno non inizi ad ascoltarmi), quando il dramma dei troppi infortuni e morti sul lavoro avrà l’attenzione che merita da parte del mondo politico, sindacale e Istituzionale, allora forse si ridurranno drasticamente, fino ad allora (purtroppo), non ci resta che aggiornare ogni giorno (sabati e festivi inclusi) questo triste bollettino di guerra sul lavoro, che non fa solo morti, rovina famiglie e rende tanti giovani orfani e soli.
Il procuratore Raffaele Guariniello chiede da anni una Procura Nazionale per la sicurezza sul lavoro, ma purtroppo nessuno lo sta ad ascoltare.
Andrebbero ripristinate le sanzioni dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti e preposti (Dlgs 106/09), aumentati i controlli per la sicurezza sul lavoro, assumendo più tecnici della prevenzione Asl (ad ogni nuovo infortunio o morto sul lavoro ci si domanda ancora perchè ci sono pochi controlli per la sicurezza, quando la domanda da farsi è come è possibile che solo 1850 tecnici della prevenzione Asl controllino tutte le aziende che ci sono in Italia, che sono circa 3-4 milioni), aumentate le rendite da fame ai familiari delle vittime sul lavoro, aumentate le rendite da fame agli invalidi sul lavoro, insegnare la sicurezza sul lavoro fin dalle scuole elementari come si fa in Francia, perchè gli studenti di oggi saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani, smetterla di usare il “tesoretto Inail” di circa 20 miliardi di euro per ripianare i debiti dello Stato Italiano, aumentare le pene per i responsabili delle morti sul lavoro, perchè è inammissibile, che chi ne è responsabile, se la cavi con pene irrisorie o peggio con la prescrizione.
Quando ciò accade, per i familiari è come se il loro caro fosse morto una seconda volta.
Io sono sicuro che non basterebbero un milione di lettere come questa per cambiare le cose, ci vanno dicendo da anni che manca la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, ma purtroppo non solo quella, anzi secondo me, c’è pochissima sensibilità sul tema della salute e sicurezza su lavoro.
In tutti questi anni, ho messo la mia esperienza per la sicurezza sul lavoro a disposizione tutti (rinunciando molto spesso a buona parte del mio tempo libero: in quanti altri l’avrebbero fatto ???), aiutando anche molte persone.
Dal 16 Giugno al 20 Giugno la Testata Giornalistica regionale della RAI (TGR) dedicherà quasi tutta la settimana al tema della salute e sicurezza sul lavoro:

Non posso che salutare positivamente questa iniziativa e ringraziare con tutto il cuore la Rai: è davvero tanto importante che se ne parli.
Spero che altri mezzi d’informazione faranno come la Rai, perché purtroppo quando accadono questi drammi sul lavoro sapete quale è la cosa più brutta: il silenzio, è la cosa peggiore che possa succedere.

* Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze

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