Giornalismo sotto attacco in Italia

Il liceo “Tasso” partecipa alla Festa della Resistenza, organizzata dal Comune di Roma, con il reading musicale “(R) esistenze per la libertà”

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Nell’ottobre del 1952 Piero Calamandrei lanciava un monito : «Bisogna fare di tutto perché quella intossicazione vischiosa che fu il fascismo non ci riafferri: bisogna tenerla d’occhio, imparare a riconoscerla in tutti i suoi travestimenti. Solo guardando ogni tanto in quello specchio possiamo accorgerci che la guerra di liberazione, nel profondo delle coscienze, non è ancora terminata».
Da questa convinzione è nato «(R) esistenze per la libertà”, un reading musicale con cui le studentesse e gli studenti del Liceo «Tasso» di Roma intendono celebrare l’anniversario della Liberazione.
Intrecciando parole, musica e immagini, utilizzando i codici espressivi a loro più congeneri, hanno voluto dare voce a quell’amore per la libertà che non ha solo animato la Resistenza antifascista, ma è anche il motore perenne della storia, delle coscienze e dei popoli, ieri come oggi.
L’antifascismo non è “di parte”; è di tutti e al di fuori di esso non c’è un “luogo” politico, ma il buio della barbarie. E’ questa l’idea ispiratrice della prima parte dello spettacolo, che dà voce ai grandi “martiri” dell’antifascismo di diverso orientamento culturale e politico: dal cattolico don Giovanni Minzoni, ai liberali Lauro de Bosis e Piero Gobetti, dai socialisti Giacomo Matteotti e Carlo Rosselli, al comunista Antonio Gramsci.  Tra questi, la voce di Ada Gobetti, antifascista e partigiana, rappresenta tutte le donne che, nel passato, hanno lottato per la liberazione  dalla dittatura.
La lotta per la libertà contro il nazifascismo non ha superato solo steccati politici, ha varcato anche confini e nazioni.   E’ stata dei partigiani italiani ma anche degli studenti e degli operai di sedici nazioni europee, il cui grido di libertà contro il fascismo del proprio paese è scolpito nelle Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea a cui lo spettacolo vuole ridare voce, in una sorta di Spoon River resistenziale.
Lo sguardo verso il passato, per le giovani generazioni, non può che nascere dai bisogni e dalle inquietudini del presente, attraversato, oggi più che mai, da una sempre più urgente ansia di liberazione. Per questo, nella seconda parte dello spettacolo, l’”ex studente del Tasso” Lauro De Bosis consegna idealmente il testimone dell’antifascismo ad uno  studente di oggi. La memoria diventa, così, sollecitudine verso le nuove ingiustizie del mondo.  La libertà per cui combattere oggi è quella da restituire alle donne umiliate dai regimi liberticidi e dal maschilismo della nostra società; quella cercata  invano dal migrante  che attraversa deserti, mari e confini trovando la morte  per odio o indifferenza;  quella a cui aspirano ancora molti popoli oppressi da dittatori, invasi e offesi nella loro dignità e autodeterminazione. Oggi, più che mai, “liberazione” è rivendicare un mondo senza guerre, senza i potenti che accendono di odio i popoli.
Quello del «Tasso» è un piccolo esperimento che dimostra che è possibile pensare un antifascismo che non sia solo un cimelio nostalgico del passato muto di fronte alle grandi sfide del presente e all’ansia di libertà delle giovani generazioni. In quanto esercizio perenne di pensiero critico e lotta mai conclusa per la libertà e i diritti, l’antifascismo non si riduce né all’opposizione contro il regime di Mussolini né ad una banale e vaga paura per un suo “ritorno”. Se, come afferma Eco, c’è un «fascismo eterno», oltre quello storico, anche l’antifascismo, dischiudendo sempre nuovi punti di vista sulla realtà e sui suoi dispositivi di dominio, rappresenta una preziosa e inesauribile riserva ideale e morale  quando per indifferenza o assuefazione,  le coscienze democratiche sembrano cieche di fronte alle nuove torsioni autoritarie, all’ostilità verso lo straniero, alla discriminazione di genere, all’esaltazione della forza nei rapporti internazionali. Una lezione ci consegnano gli studenti e le studentesse del «Tasso»: di fronte alla crisi dell’antifascismo è necessario affidare questo patrimonio  alla passione civile dei giovani che devono studiarlo e farlo proprio a partire dalle sfide che il presente pone loro.

L’appuntamento è previsto per giovedì 23 aprile alle ore 21.00, presso il palco Nilde Iotti, al “Mattatoio” di Testaccio.


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