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Stranieri nel cassonetto e disabili carogne: ha successo la Tv “scorretta”

 

Intervista al comico marchigiano Giorgio Montanini, protagonista di Nemico Pubblico su Rai Tre con monologhi corrosivi e candid camera scioccanti. Stasera la “spalla” è David Anzalone, comico disabile, nel ruolo della “carogna”

ROMA – In un mercato rionale ha raccolto le firme per risolvere il problema della disoccupazione togliendo il lavoro alle donne. Ha chiuso la moglie in macchina, per fare spese in tranquillità, e un immigrato in un cassonetto per la raccolta di abiti usati, pronto ad essere rimosso. Ha tentato il suicidio dopo il coming out del figlio gay e sostiene che Balotelli, insultato allo stadio per il colore della pelle, in realtà è “bianco” perchè il vero razzismo è “una questione di opportunità economiche e sociali”.

Una comicità diversa da quella a cui ci ha abituati la televisione, che obbliga le persone a reagire di fronte a forti contraddizioni sociali: razzismo, violenza contro le donne, disabilità. Un linguaggio corrosivo e un mix esplosivo tra candid  camera “sociali” e monologhi, che hanno decretato il successo immediato di “Nemico pubblico” in onda ogni martedì su Rai Tre, tra Ballarò e Linea Notte del Tg3: sei puntate dallo scorso 6 maggio. Protagonista il comico marchigiano Giorgio Montanini, uno dei pochissimi rappresentanti della stand up comedy in Italia. Nella puntata di questa sera cercherà di sollecitare le reazioni degli inconsapevoli protagonisti insieme a una “spalla” d’eccezione, David Anzalone, comico disabile, nel ruolo della “carogna”.

Partiamo dalla formula, un format nuovo per la nostra televisione.
Il format è stato un’intuizione felice. La televisione ci ha abituato a dei polpettoni un po’ indigesti, noi invece  abbiamo pensato che 25 minuti sono più che sufficienti per esprimere un’idea. Ancora più innovativa è la mescolanza tra candid e monologhi. La stand up comedy sbarca per la prima volta in televisione, mentre la candid è la versione più pop del programma, perché  la conoscono tutti da 50 anni. Abbiamo detto: mescoliamo un linguaggio nuovissimo, come quello della stand up comedy, e uno che le persone conoscono bene. E abbiamo scelto di non fare scherzi, ma di mettere le persone di fronte a provocazioni e contraddizioni forti, che nella società esistono, per vedere come reagiscono. L’esperimento è stato molto molto divertente.

E non solo divertente. Dal politicamente scorretto nascono molti messaggi positivi.
Si, abbiamo avuto riscontri positivi. Anche alcuni negativi! Ma noi non facciamo questo per mandare messaggi postivi. Un comico non deve mandare messaggi, ma portare il suo punto di vista su degli argomenti. Chi fa monologhi ‘politicamente scorretti’ non è negativo, anzi in maniera rocambolesca tira fuori i lati positivi delle questioni.

Il tratto comune tra i due momenti della puntata è il tuo sguardo, il tuo punto di vista. Come nascono i temi che affronti?
I monologhi sono interamente pensati e scritti da me, perché ho sempre lavorato così. Invece alle candid, che hanno un taglio che mi rappresenta e in cui mi identifico, ci lavoriamo in gruppo. Sono 5 gli autori, tra cui Filippo Giardina e Francesco De Carlo, che sono colleghi a Satiriasi, con cui stiamo facendo una trasmissione anche su Sky. Poi Giovanni Filippetti, autore di trasmissioni come “Sostiene Bollani” di Rai3, e Poalo Lizza, ex regista di Scherzi a parte, uno che la telecamera la sa usare molto bene.

Tra le candid a quale sei più affezionato?
Ce n’è una che verrà di cui non vi dico, ma che a me è piaciuta particolarmente e la vedrete. La prossima (ndr. in onda stasera); protagonista con me è David Anzalone che sarà un ‘handicappato carogna’. Non proponiamo la classica visione del disabile che tutti devono trattare come una persona diversa, ma mettiamo in risalto che si può essere disabile ma altrettanto carogna e bastardi come tutti gli esseri umani. Però ce ne sono un paio, togliamo il lavoro alle donne e la donna nel bagagliaio, che hanno creato bellissime reazioni.

Il programma era una scommessa per la Rai e sta andando molto bene. Si pensa già a una nuova serie o a nuove puntate?
Sì, una scommessa a 360° perché io sono un comico completamente sconosciuto al grande pubblico. Fino a questo momento avevo fatto solo #Aggratis e un paio di fiction. Con un format totalmente nuovo e una comicità politicamente scorretta, a volte corrosiva, il rischio c’era, ma stiamo andando molto bene. Non pensiamo a altre puntate, perché abbiamo fatto uno sforzo produttivo significativo, anche in termini di mio impegno personale. Ma credo che la seconda stagione sia molto probabile.

Per il comico marchigiano è un momento felice. Sta girando un film, “Tempo instabile con probabili schiarite”, diretto da Marco Pontecorvo, con Luca Zingaretti e John Turturro. “Ho un ruolo secondario rispetto a loro… – sottolinea con ironia – ma  sto facendo anche questo esperienza!” E poi i live, per l’estate e l’anno prossimo, perchè “la tv è un mezzo e non è la mia aspirazione principale”. (cch)

Da redattoresociale.it

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