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Repubblica chieda scusa: offese, insulti, livore contro i lavoratori Rai

 

Ezio Mauro dovrebbe chiedere scusa ai lavoratori della Rai, dai giornalisti ai dipendenti impegnati nel diversi settori della più grande azienda della comunicazione del nostro Paese.  L’articolo a firma Francesco Merlo, titolo “ Mamma Rai e lo sciopero dei mezzibusti sediziosi “ offende  alcune migliaia di persone che prestano la loro opera con grande dedizione e impegno. Si tratta di pillole di livore , di giudizi inappellabili sulla professionalità di giornalisti,lavoratori  che operano nei diversi settori,  uomini e donne del mondo dello spettacolo che partecipano programmi della Rai.

Francesco Merlo parla di giornalisti di serie C, star in disuso,vedette invecchiate
Merlo si erge a giudice inappellabile. Parla di “giornalisti di serie C, star in disuso,vedette invecchiate”  e chi più ne ha più ne ha più ne metta. Tutti da bruciare,pare gridare al rogo al rogo. Ma se così è dovrebbe spiegare perché suoi autorevoli colleghi di Repubblica,a partire dal  vicedirettore Giannini fino a Valentini, un profondo conoscitore del mondo della comunicazione,sono molto spesso presenti in quei programmi che Francesco Merlo ha in odio e che definisce addomesticati. E poi quel vezzo di riportare fra  virgolette quello che pensa Matteo Renzi che in privato gongola : “ Non mi sembra vero, non potevo aspettarmi di meglio”. Il verbo renziano si riferisce allo sciopero proclamato da tutte le sigle sindacali. Ma, caro Merlo, se era in privato tu non lo hai sentito. Te lo hanno raccontato? Siamo nella peggiore informazione, quella dei retroscenisti,che riempiono pagine di giornali con notizie che il giorno dopo smentiscono con altri retroscena.  E’ vero , senza bisogno di virgolette, quasi si trattasse di un scoop di Merlo,che Renzi punta sul fatto che il canone Rai non è dei più amati, che  molte sono le critiche al modo in cui viene fatta l’informazione e anche lo spettacolo. Verrebbe voglia di dire che Merlo spara sulla croce rossa.

Il vero problema è una profonda riforma della Rai
Allora discutiamo a tutto campo. A sostegno di Renzi il quale esige che la Rai in omaggio alla spending review di Cottarelli risparmi  150 milioni di euro arriva l’on Margiotta, Pd, commissione di vigilanza, il quale, senza timore di cadere nel ridicolo, afferma che il provvedimento del governo “ mira ad accelerare  l’innovazione “ Sul fatto che la  Rai abbia bisogno di una innovazione non c’è dubbio. Noi aggiungiamo la parola “ profonda”.Ma non si venga a dire che vendendo quote della società che gestisce reti di trasmissione ( quote  piccole affermano  fonti governative ma senza indicare la quantità) ridimensionando  le sedi regionali, licenziando un po’ di lavoratori, che sono un punto di forza della Rai, obiettivo guarda caso di  Mediaset che,come dovrebbe essere noto anche a Renzi, punta a indebolire l’azienda pubblica,la concorrente,si innova,si riforma l’azienda. No si tratta ,così come in altri casi, di tagli lineari. Quando c’è da far cassa si colpisce nel mucchio, vedi  pensionati,dipendenti pubblici da sei anni senza rinnovo del contratto.

Subito la discussione sul rinnovo della concessione
Allora non si possono fare risparmi? Forse una vera riforma comporta risparmi più consistenti.  Fonti di nomina,conflitto di interessi, antitrust,nuovo piano editoriale, riorganizzazione aziendale, subito la discussione del rinnovo  della concessione del servizio pubblico radiotelevisivo,il contratto di servizio, non attendendo il 2016. Subito, come dice Beppe Giulietti nella intervista al Corriere della Sera che parla di  trasformare il caso dei tagli in “ vero e proprio ribaltamento,di più un soqquadro del piccolo mondo antico della Rai”. Con lo sciopero,il sostegno di Cgil, Cisl,Uil, i sindacati di categoria lanciano una sfida a Renzi proprio mentre si appresta ad  assumere la presidenza Ue. La riforma del servizio pubblico è  da tanti anni nel cassetto malgrado le iniziative dei sindacati, di movimenti, associazioni, ricordiamo, fra le tante. i girotondi attorno alla sedi  Rai.

Renzi potrebbe convocare i sindacati prima dello sciopero
Renzi la assuma come priorità affrontando questo segmento fondamentale per la comunicazione nel quadro dell’intero sistema mediatico ed editoriale, della qualità dell’informazione. Perché questo è il vero problema di un paese come il nostro che nelle statistiche  risulta agli ultimi posti. Francesco Merlo,dall’alto del suo scranno, potrebbe cimentarsi utilmente su questo problema, senza livore  e senza dare voti.  “Chi  di voi è senza peccato scagli la prima pietra”:siamo certi che Merlo non la scaglierà. Non osiamo chiedere che Renzi, o chi per lui,convochi i sindacati prima dello sciopero che riguarda un servizio pubblico quale l’informazione. In un paese normale ciò avverrebbe ma da noi non si usa più.

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